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Ancona

Ad Ancona spunta manifesto contro l’aborto. Movimenti per i diritti: «Propaganda colpevolizzante»

Il cartellone che campeggia da questa mattina a Collemarino ha suscitato la reazione sdegnata delle attiviste che difendono i diritti femminili e della legge 194. In vista nuove mobilitazioni. Parola a Loredana Galano de l'Altra Idea, aderente alla rete donne

Il manifesto alle porte di Colle Marino (foto di Rossana Montecchiani)

ANCONA – «Una campagna aggressiva ed estremamente e violenta per i termini colpevolizzanti utilizzati». Loredana Galano del Movimento l’Altra Idea che aderisce alla rete donne, attiva in difesa dei diritti delle donne insieme ai centri sociali e ad altri movimenti che nelle Marche, definisce con queste parole il manifesto contro l’aborto che da questa mattina campeggia a Collemarino, nel parcheggio davanti all’ingresso della spiaggia.

Nel cartellone che invoca lo stop all’aborto, siglato dall’associazione Provita&Famiglia e dalla Chiesa Apostolica di Ancona, si legge «il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta». Parole che hanno provocato la reazione delle donne impegnate nella tutela dei diritti, incluso quello di scegliere l’aborto, che nella giornata di sabato si riuniranno per discutere della questione: in vista potrebbero esserci nuove mobilitazioni dopo quelle avvenute alcune settimane fa davanti ai consultori di alcune città marchigiane fra le quali Ancona.

«Il manifesto è una mistificazione all’ennesima potenza che lascia emergere molto chiaramente un contenuto misogino e una visione della donna ridotta meramente ad un incubatrice» spiega Loredana Galano che vi legge, tra le pieghe un attacco aperto alla legge 194. Secondo Galano «non si possono fare iniziative di propaganda di questo tipo, specie se contrarie a diritti sanciti da leggi e che possono ledere il diritto alla salute della donna: ci sono sentenze europee e nazionali che lo ribadiscono con forza».

Un risveglio choc quello di stamattina, quando «mi sono trovata a passare davanti al cartellone», afferma: a colpire «oltre alla mistificazione» è il fatto che «l’embrione venga equiparato ad una persona – spiega – ognuno è libero di avere la propria visione, ma nessuno può permettersi di colpevolizzare l’altro».

Secondo Loredana Galano, quanto sta avvenendo nelle Marche, ha delle forti analogie con quanto accaduto negli ultimi giorni in Polonia, dove le donne sono state costrette a riversarsi nelle piazze dopo l’annuncio del governo di voler introdurre una norma che impone un divieto quasi totale all’aborto, una questione che sta generando forte tensione sociale nel paese dell’est.

«Un attacco efferato alla libertà di scelta delle donne, quello in Polonia, che cercano di mettere in atto anche nelle Marche» spiega Galano che aggiunge «dalle Marche, alla Polonia, questa è guerra alle donne». Inoltre l’attivista dei diritti pone l’accento sul messaggio che rischia di «turbare a livello psicologico le adolescenti, colpevolizzandole e spingendole a procacciarsi farmaci abortivi sul mercato online, senza alcun controllo dal punto di vista medico».

Loredana Galano ricorda le due delibere depositate dall’ex consigliere regionale di Articolo Uno Gianluca Busilacchi e dall’ex presidente della IV Commissione Sanità Regionale, Fabrizio Volpini, nelle quali era stata evidenziata la necessità di procedere alla gratuità della contraccezione e sull’importanza di avviare l’educazione sessuale in tutte le scuole, due documenti importanti che «dovrebbero essere applicati».