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Maltempo, commissione di inchiesta interna. Carancini: «Acquaroli sceglie di fare scaricabarile»

Il consigliere regionale dem attacca giunta e governatore dopo l'annuncio di una commissione di inchiesta interna per far luce sull'emergenza maltempo del 15 settembre

ANCONA – Monta la polemica politica dopo l’annuncio del presidente della Regione Marche, sia su Facebook che a margine della visita della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese a Barbara, della richiesta di istituire una commissione tecnica di inchiesta interna per far luce sull’allertamento nella notte del 15 settembre. Quella giornata una bomba d’acqua provocò l’esondazione di Nevola e Misa che causò 11 vittime accertate e danni ingenti. Da quella serata sono ancora in corso le ricerche del piccolo Mattia di 8 anni e di Brunella, 56 anni, travolti da acqua e fango.

A sollevare a polemica è il consigliere regionale del Pd Romano Carancini, che lo fa con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

«Prima delle Commissioni tecniche, prima delle inchieste della magistratura, prima di ogni indagine ci sono le responsabilità politiche, caro Presidente Francesco Acquaroli» attacca il consigliere dem, spiegando che il post di stamattina del Presidente della Regione Marche «crea un moto di sdegno che non può essere taciuto, nonostante questo sia ancora il momento del dolore. È lui la prima persona che, rispetto a quanto accaduto il 15 settembre nelle Marche, avrebbe dovuto sentire il dovere dell’autocritica pubblica, esplicita, semplice, senza se e senza ma, perché è stato evidente fin da subito che qualcosa non ha funzionato. Avrebbe dovuto farsene carico per il ruolo rivestito di guida della Regione».

Secondo il consigliere del Pd Acquaroli «avrebbe dovuto avere il coraggio e la personalità di chiedere al proprio assessore Aguzzi, dopo le dichiarazioni di quest’ultimo, di fare immediatamente un passo indietro perché, sopra ogni altra cosa, non è accettabile leggere che lo stesso assessore, per esercitare le proprie importanti responsabilità di protezione civile, nella consapevolezza dei minuti drammatici in cui si stavano decidendo le vite delle persone, dal dibattito elettorale a Senigallia prima è tornato a Fano per indossare il giaccone della protezione civile e solo dopo è andato nella sala operativa di Ancona». Il riferimento alle dichiarazioni di Aguzzi è relativo ad un articolo apparso sul Corriere Adriatico.

Per Carancini il governatore «non avrebbe dovuto spostare l’attenzione dell’opinione pubblica verso le eventuali responsabilità dei propri dipendenti per quanto successo. Non certo perché non debbano essere verificati i comportamenti di tutte le persone coinvolte e delle strutture competenti, quanto piuttosto perché, sentendo l’esigenza di divulgare un post sull’istituzione di una Commissione tecnica “per evidenziare eventuali disfunzioni e responsabilità”, ancora una volta, anche nella tragedia, sceglie di fare lo “scaricabarile” dando in pasto ai cittadini il messaggio che le responsabilità non sono le sue, ma di altri».

L’attacco prosegue con il consigliere che afferma, Acquaroli «scappa dalle responsabilità» e aggiunge «il modello delle destre nelle Marche è questo».