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Sonia, Elisa e le altre vittime della strada. Da inizio anno è strage di pedoni

Il tragico investimento sull'Arceviese a Senigallia e quello in via Conca a Torrette sono solo gli ultimi. Abbiamo fatto il punto della situazione con la polizia stradale e indagato le cause che spingono tanti automobilisti a mettersi alla guida ubriachi o drogati. Ecco cosa è emerso

L'investimento mortale di stamattina sul ponte San Carlo

ANCONA – Prima Sonia ed Elisa, poi Giuseppe. Questo primo scorcio del 2020 si è aperto purtroppo con investimenti mortali avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Sulle strade marchigiane, così come su quelle italiane, si consuma quotidianamente la strage dei pedoni. Le due amiche, Sonia Farris  (34 anni) ed Elisa Rondina (43 anni), avevano trascorso la vigilia dell’Epifania in discoteca a Senigallia, non potevano sapere che all’uscita dal locale, alle prime ore dell’alba, avrebbero incontrato la morte: un’auto le ha travolte sull’Arceviese mentre cercavano di raggiungere l’auto parcheggiata in una vicina azienda agricola. Fatali quel centinaio di metri percorsi a piedi su quella strada maledetta, dove i morti per incidenti stradali sono numerosi. Ad investirle un automobilista 47enne di Senigallia, risultato positivo all’alcol e alle sostanze stupefacenti.

Nel caso di Giuseppe, invece, l’81enne investito la sera del 13 gennaio, fatale il tratto di strada di fronte all’ospedale regionale di Torrette: la “famigerata” via Conca dove numerosi sono stati i casi di investimento e gli incidenti stradali. La zona è trafficatissima e la carreggiata da attraversare uscendo dal nosocomio per raggiungere il parcheggio che si trova dall’altra parte della strada è piuttosto ampia. Un “percorso ad ostacoli” certamente difficile per un anziano.

Disattenzione, uso del cellulare alla guida, ma anche condizioni psicofisiche alterate possono essere fatali. E i dati diffusi dal Compartimento di Polizia Stradale delle Marche lo dimostrano. Emerge infatti che è in crescita il numero degli automobilisti sorpresi ubriachi al volante o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: nel 2019 sono stati 180 quelli in stato di ebbrezza (163 nel 2018) e 13 i conducenti sotto l’effetto di stupefacenti quando nel 2018 erano stati 11 quelli individuati. Nello stesso periodo su 483 incidenti rilevati dalla Polstrada, 37 sono stati provocati da conducenti ubriachi (43 nel 2018 – 14%) e 2 da automobilisti che avevano assunto sostanze stupefacenti.

«Comportamenti pericolosi per se stessi e per gli altri» sottolinea il commissario capo della polizia di Stato presso il Compartimento polizia stradale delle Marche, Rita Padovani. «Nonostante il dato della mortalità su strada è lievemente inferiore nelle Marche rispetto alla media nazionale», spiega il funzionario, l’impegno e l’attenzione della polizia stradale sono massimi.

Carlo Ciccioli, psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Ancona

Ma perché nonostante questi tragici fatti balzino continuamente all’onore delle cronache, tanti automobilisti, soprattutto giovani, continuano a mettersi alla guida ubriachi o drogati? «C’è una sorta di deficit esistenziale», spiega Carlo Ciccioli, psichiatra e responsabile del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Ancona, che porta «ogni notte migliaia di persone a sballarsi. Assumono alcol in quantità esagerate e fanno utilizzo di cannabis, cocaina e altre droghe». Lo psichiatra lancia l’allarme: per fermare questa strage sulle strade «bisogna intervenire sui comportamenti e sugli stili di vita».