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Green pass, Ciccioli (FdI): «Obbligo alimenta divisioni». Coltorti (M5s): «Preoccupano disordini»

Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale e il senatore pentastellato riflettono sulle manifestazioni che si sono svolte nella giornata di ieri contro l'obbligo di Green pass sul lavoro

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ANCONA – «La decisione del Governo sull’obbligatorietà del Green Pass in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati rischia di alimentare un clima di divisione e contrapposizione che non fa bene al Paese sotto molteplici punti di vista, dividendo gli italiani in Guelfi e Ghibellini». Così il capogruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli sulle manifestazioni dei no-Green pass che si sono tenute ieri ad Ancona, tra via Mattei e Pizza del Plebiscito.

A manifestare nel capoluogo erano stati i lavoratori dei cantieri navali in via Mattei, mentre in Piazza del Papa la protesta di Fisi, Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali, che ha indetto uno sciopero ad oltranza dei lavoratori contrari alla certificazione verde.

Carlo Ciccioli, capogruppo Fratelli d’Italia

«Le tensioni registrate» nel capoluogo e in altre città italiane secondo Ciccioli «vanno in questa direzione. Senza voler entrare nel dibattito scientifico e clinico – aggiunge -, credo che sia opportuno gestire al meglio questa fase storica per non mettere a rischio il buon andamento della crisi sanitaria e la ripresa economica in atto. Deve essere trovato un giusto equilibrio che possa accompagnare l’Italia fino al termine dell’emergenza, fissato per il prossimo 31 dicembre, con il concorso di tutti».

Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato

«I disordini non possono che preoccupare» dichiara il senatore Mauro Coltorti (M5s), presidente della Commissione Trasporti al Senato, facendo notare che da tanto tempo «non si verificava» una situazione del genere che certamente «non lascia tranquilli». Ma sul provvedimento assunto dal governo afferma «il mio gruppo ha preso una decisione e io mi adeguo».

Il senatore esprime però dei dubbi sull’obbligatorietà di certificazione verde e si dice solidale con la collega di partito Maria Laura Mantovani, membro del team Innovazione e della Commissione Affari Costituzionali dello Stato. Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass nei luoghi di lavoro, la senatrice pentastellata aveva manifestato delle perplessità sulla nuova norma, nella sua pagina Facebook, dove aveva scritto: «E se il virus non ci fosse più? Il Green pass lo teniamo lo stesso?». 

Coltorti facendo eco alla Mantovani fa notare: «Adesso abbiamo un numero di decessi molto basso» e le vittime per Covid «nella maggior parte dei casi avevano più patologie», non solo il virus, «non vorrei che il numero» dei decessi legati all’infezione «fosse esagerato».

I dubbi di Coltorti però riguardano anche il fatto di riuscire «ad arrivare al 100%» di copertura vaccinale nella popolazione perché «ci sono irriducibili che rimarranno tali», nonostante l’obbligo di Green pass. Inoltre fa notare «non è possibile pensare di vaccinare con la forza. E’ evidente che quanto prima il Green pass nei luoghi di lavoro e nelle università, come in tutti i luoghi dove è necessario rispettare i diritti costituzionali e non discriminare dovrebbe essere revocato. Questa misura non è stata applicata in altri paesi europei».

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