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Forza Italia dà la sveglia agli alleati. Battistoni: «Necessario incontro fra segretari regionali». Ciccioli: «Nelle Marche bocce ferme»

Quadro poco chiaro sia nel centrodestra che nel centrosinistra dal punto di vista dei candidati alla presidenza. Il nuovo nome o la conferma ad Acquaroli a quanto pare sono demandati al tavolo nazionale. Vertice tra Ceriscioli e i segretari provinciali dei dem

ANCONA – Politica marchigiana all’incaglio in vista delle elezioni regionali di primavera. A quanto pare centrosinistra e centrodestra sono bloccati in una palude dalla quale non sono ancora riusciti ad uscire, quella del candidato alla presidenza regionale.

Se da un lato il centrosinistra si ripropone di scegliere fra una rosa di nomi, in base alla linea tracciata dal segretario regionale dei dem, Giovanni Gostoli, anche nell’altro schieramento non si riesce ancora a vedere la luce con la Lega che frena sulla candidatura di Francesco Acquaroli (FdI) e con Forza Italia che invece dà la sveglia agli alleati.

Il coordinamento provinciale del partito, riunito sabato mattina (15 febbraio) ad Ancona, ha chiesto al commissario regionale Francesco Battistoni di premere sull’acceleratore affinché il centrodestra «esca allo scoperto entro febbraio» con un candidato unitario che rispetti gli accordi raggiunti al tavolo nazionale. Insomma il tempo stringe ed è ora scossa di organizzarsi secondo Forza Italia che invita alla prudenza sconsigliando autocandidature non condivise da tutte le forze politiche della coalizione.

«Confermiamo il sostegno a quanto uscirà dal tavolo nazionale» commenta il commissario regionale di Forza Italia Francesco Battistoni che chiede un tavolo di confronto fra i commissari regionali dei partiti della colazione di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc). Un incontro che potrebbe essere opportuno calendarizzare già la prossima settimana secondo Battistoni, sia per aprire un confronto con gli alleati sul programma, sia sulla scelta definitiva della candidatura alla presidenza della Regione Marche. «Stiamo lavorando alla formazione di liste forti e alla bozza di un programma. Abbiamo una classe dirigente capace e rappresentativa», conclude il commissario di Forza Italia.

Intanto dalle dichiarazioni rilasciate ieri a Roma da Matteo Salvini nel comizio tenutosi all’Eur, sembra che al centro della discussione interna al centrodestra ci sarebbero Puglia e Campania, mentre le Marche non sarebbero state citate dal leader della Lega tra le regioni in cui rimettere in discussione il candidato.

«Salvini nel suo comizio a Roma ha messo in discussione le candidature di Caldoro in Campania e Fitto in Puglia – commenta il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli – , non dal punto di vista dell’appartenenza politica, bensì relativamente alla figura del candidato alla presidenza regionale. Questo però può portare alla paralisi del sistema ed avere ricadute sulle alleanze nel centrodestra. Se crolla la coalizione – mette in guardia – è evidente che è a rischio la leadership unitaria di Salvini e questa è la dannazione dei leaders. Quando si scivola verso l’egemonia inizia la parabola discendente, era già toccato a Renzi». Intanto però «nelle Marche le bocce sono ancora ferme agli accordi precedenti», conclude.

Insomma il quadro è ancora poco chiaro. Secondo alcune indiscrezioni il tavolo nazionale tra i leaders di centrodestra potrebbe essere convocato dopo la visita di Matteo Salvini a Pesaro che si terrà il 20 febbraio.

Nel pomeriggio invece dovrebbe tenersi, salvo ulteriori slittamenti, il vertice nel centrosinistra fra il governatore Luca Ceriscioli e i segretari provinciali del Pd. Si vedrà che piega prenderà la questione.