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Qualità dell’aria su Ancona e Falconara, Arpam: «Pm10 e metalli rispettato il valore limite»

Presentati gli esiti del monitoraggio condotto con il posizionamento di 30 mini campionatori. «Siamo al 50% al di sotto della media annuale e non ci sono aree particolari dove è stata rilevata maggiore concentrazione». Ecco i dati, anche quelli relativi al lockdown

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ANCONA – Rispettato il valore limite di Pm10 e metalli nell’aria di Ancona e Falconara Marittima: «C’è omogeneità nel valore delle polveri sottili rilevate nei territori del comune di Ancona e di Falconara Marittima». È quanto emerge dal focus sulla qualità dell’aria di Ancona e Falconara Marittima, condotto dall’Arpam con 30 mini campionatori per le polveri sottili posizionati nei punti sensibili dei due comuni, come porto, raffineria, arterie di comunicazione, attività produttive e centri abitati.

I risultati di quello che rappresenta il primo progetto in Italia per numero di campionatori installati, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi e i sindaci di Ancona e Falconara Marittima Valeria Mancinelli e Stefania Signorini.

Giancarlo Marchetti, direttore generale Arpam Marche, nel presentare i risultati dello studio durato 17 mesi e conclusosi recentemente ha spiegato che 22 mini campionatori sono stati installati nel capoluogo, mentre gli altri 8 a Falconara: i 30 campionatori hanno integrato le 17 centraline fisse e due mobili dell’Arpam a supporto dei progetti “P.I.A.” per l’area di Ancona e “Odor.Net” per Falconara.

Dal report emerge che «i valori delle Pm10 sono nell’ordine dei 20 microgrammi al metro cubo, quando il limite di legge è 40 come media annuale – spiega Marchetti -. Siamo al 50% al di sotto della media annuale e non ci sono aree particolari dove è stata rilevata una maggiore concentrazione, come ad esempio il porto di Ancona: i valori sono abbastanza omogenei». Nel dettaglio il valore rilevato è di 18 µg/m3 per l’area di Ancona e 19 µg/m3 per l’area di Falconara che indicano, stando allo studio Arpam «una buona qualità dell’aria».

Il direttore generale Arpam Marche, Giancarlo Marchetti

Secondo Marchetti «l’omogeneità spaziale del valore medio del Pm10 rilevato in tutte le 30 stazioni attivate, in un raggio che per Ancona va dal Duomo a Piazza Salvo d’Acquisto e fino a Collemarino e che copre Falconara con ben 8 installazioni da nord a sud e da est a ovest, rappresenta un importante risultato a supporto della pianificazione di sistemi di monitoraggio e della scelta delle strategie dedicate alle eventuali azioni di risanamento della qualità dell’aria».

Ad essere analizzata è stata anche la presenza di metalli nelle polveri presenti nell’aria delle due città e da questo studio, come evidenzia il direttore generale dell’Arpam Marchetti, «i valori ci dicono che tutti i metalli sono abbondantemente sotto i limiti di legge, di vari ordini di grandezza».

L’Agenzia Regionale per l’Ambiente delle Marche ha illustrato anche i risultati dello studio relativo al periodo del lockdown (marzo-aprile-maggio 2020) quando l’Italia si paralizzò con il blocco degli spostamenti e le attività produttive. Da questo report è risultato che «non c’è stata una grossa diminuzione delle polveri sottili» che hanno registrato un decremento «nell’ordine del 10% rispetto alle medie degli anni precedenti – afferma Giancarlo Marchetti -, mentre c’è stata una importante diminuzione degli ossidi di azoto», incluso nox, un gas che si sviluppa dalla combustione prodotta da traffico, industria e legname.

Le concentrazioni di No2 (biossido di azoto) hanno registrato una diminuzione del 45% per le stazioni da traffico e del 27% per il complesso delle altre stazioni. Una riduzione che il direttore generale dell’Arpam Marchetti motiva con il «pochissimo traffico e le imprese chiuse» di quel periodo. Le polveri sottili invece nello stesso periodo non hanno registrato una sensibile riduzione perché, come mostrano i risultati preliminari di uno studio Arpam ancora in corso volto ad individuare le fonti di questo tipo di inquinamento, mostrano che «la parte più importante nella produzione delle polveri sottoli è il riscaldamento domestico e commerciale, specie legna e pellet».

Accanto a queste poi ci sono le polveri secondarie, legate al sollevamento stradale (causato dal vento), quelle prodotte da agricoltura e allevamenti, lo spray marino, traffico e industria. Questo studio, che va avanti dall’autunno 2019, sta monitorando anche la stazione di Ancona Cittadella per valutare il differente apporto alle emissioni di polveri sottili correlate alle diverse tipologie di sorgenti, si basa sulla determinazione analitica di circa 30 specie chimiche.

Marchetti ha spiegato che, dopo l’attivazione del progetto OdorNet nella città di Falconara, con il quale i cittadini possono segnalare la presenza di eventuali esalazioni nell’aria, l’Arpam sta lavorando per individuare la sorgente odorifera: per questo sta cercando di stringere accordi con l’istituto di ricerca del Cnr di Bologna e il Politecnico di Bari.

L’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi nel commentare i dati ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra enti e di mettere a disposizione della comunità gli esiti dei monitoraggi condotti dall’Arpam anche per contrastare «l’allarmismo generato spesso dai comitati».

La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli ha spiegato che gli esiti dei report sono importanti per definire strategie e decisioni dell’amministrazione sul tema ambiente. «Uno strumento diagnostico per capire quale è il problema e mettere a punto, ancora meglio, la “cura”, così da agire sull’origine della criticità». Mancinelli ha sottolineato che i dati, se da un lato mostrano la necessità di procedere ad «ulteriori azioni e interventi», dall’altro «contrastano la lettura catastrofica» a volte operata.

La sindaca di Falconara Marittima Stefania Signorini nel suo intervento ha apprezzato molto il progetto Arpam incluso OdorNet, pilota a livello nazionale, «che il Consiglio regionale della Lombardia ha proposto alla giunta come esempio di iniziativa da realizzare». Inoltre ha sottolineato che sia per il l’app OdorNet, sia per quello dei mini campionatori, il Comune ha deciso di contribuire ai costi sostenuti per entrambi i rilevamenti, con un contributo di 26 mila euro complessivi per OdorNet e di 6 mila euro per i mini campionatori.