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Ad Ancona, il primo dei 5 Drive-through militari per i tamponi

La postazione sarà operativa da lunedì 2 novembre per l'esecuzione dei tamponi molecolari nella popolazione. Gli altri quattro Drive-through verranno installati al Palaindoor di Ancona, a Civitanova Marche, Macerata e Ascoli Piceno

Il Drive-through in Piazza d'Armi ad Ancona

ANCONA – È in fase di allestimento in piazza d’Armi ad Ancona, il primo dei 5 drive-throug inviati dal Ministero della Difesa nelle Marche per potenziare la capacità di screening giornaliero nella popolazione. La postazione militare sarà operativa da lunedì 2 novembre per l’esecuzione dei tamponi molecolari. L’obiettivo è quello di accorciare tempi di attesa e file per effettuare un test. L’Operazione Igea garantirà, a livello nazionale, 30mila tamponi al giorno, svolti da 1.400 militari distribuiti in 200 team in corso di allestimento in tutto il Paese.

L’Operazione Igea, condotta da un team interforze, composto da medici e infermieri ufficiali e sottoufficiali di tutte le Forze Armate, andrà ad operare in sinergia con il sistema sanitario regionale. Ogni Drive-through vedrà la presenza di 1 medico militare e 2 infermieri militari, che eseguiranno i tamponi molecolari, i quali verranno poi processati nel laboratorio della Virologia di Torrette.

Gli altri quattro Drive-through verranno installati al Palaindoor di Ancona, a Civitanova Marche, Macerata e Ascoli Piceno. La postazione allestita nel parcheggio della Marina Militare di Ancona, sarà gestita direttamente dalla Marina, mentre le altre collaboreranno con le Aziende sanitarie per alternarsi con il personale civile.

Il personale della Protezione Civile regionale ha collaborato all’operazione mettendo a sistema la struttura. «Si tratta di una collaborazione con la Marina Militare su scala nazionale, coordinata dalla Protezione civile, e che vede la partecipazione di squadre delle Forze Armate – spiega David Piccinini, responsabile della Protezione Civile della Regione Marche – icon l’obiettivo di rafforzare i punti di testing». «Le Usca del sistema sanitario non riescono più ad avere contezza del contact tracing, i numeri sono troppo alti, per questo è importante l’impiego delle Forze Armate – prosegue – , una collaborazione che avevamo già sperimentato durante la fase uno con l’Ospedale Militare da campo a Jesi».

David Piccinini, direttore della Protezione civile regionale
David Piccinini, direttore della Protezione civile regionale

Intanto la Protezione Civile regionale sta lavorando anche per cere altri spazi per la logistica dei dispositivi di protezione individuale (mascherine e altri dpi) dove depositare le scorte: «Siamo arrivati a saturazione, dobbiamo trovare nuovi spazi per le scorte, perché siamo pieni». Il responsabile della Protezione Civile spiega che la Guardia di Finanza di Ancona ha già fornito la sua disponibilità a mettere a disposizione spazi per la logistica dei sistemi di protezione, «li ringraziamo per la collaborazione, in queste fasi è fondamentale il mutuo soccorso» conclude Piccinini.