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Disinfezioni anti Covid e morie di uccelli, Brutti dell’Enpa: «A rischio soprattutto l’avifauna»

Secondo il responsabile nazionale della fauna selvatica per l'Ente Nazionale Protezione Animali, le sanificazioni a base di ipoclorito di sodio possono mettere in pericolo alcune specie. Una posizione condivisa da Lega Abolizione Caccia

Covid
Uno dei merli ritrovati morti nei giorni successivi alle sanificazioni

ANCONA – «Le sanificazioni delle superfici stradali con ipoclorito di sodio contro il Covid-19 potrebbero causare danni alla fauna selvatica». A dirlo è Andrea Brutti, responsabile nazionale della Fauna Selvatica di Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali).
Nonostante l’Ispra abbia dichiarato che secondo l’Istituto Superiore di Sanità «esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo dell’ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne», questa pratica è stata utilizzata in diverse città italiane, anche nelle Marche, con l’emergenza Coronavirus per la pulizia sanificazione delle superfici stradali e della pavimentazione delle aree urbane.

«La sostanza è tossica – spiega Brutti – e il rischio è soprattutto per la fauna selvatica che potrebbe andare a nutrirsi di cibo o bere acqua su cui è finito il disinfettante». Non solo, secondo Brutti l’ipoclorito di sodio può causare problemi anche agli animali domestici come cani e gatti per i quali viene chiesto da parte delle autorità, durante questi trattamenti, di tenerli in casa.

Fra i più colpiti c’è soprattutto «l’avifauna, più sensibile a queste sostanze tossiche, e che quindi corre un maggior rischio di esserne avvelenata». Già ci sono «segnalazioni di morie di uccelli in varie zone italiane – prosegue – e anche se ancora non c’è una fonte certa, anche perché siamo tutti bloccati negli spostamenti, in ogni caso sembra esserci una correlazione fra queste morti e l’impiego dell’ipoclorito di sodio e di altre sostanze chimiche che, soprattutto nei piccoli uccelli, nei piccioni e nei passeri che vivono in aree urbane possono avere effetti nocivi».

Un merlo bianco morto in area urbana

Una posizione condivisa anche da Danilo Baldini, delegato regionale Lac, Lega Abolizione Caccia, il quale rimarca che si tratta di «una pratica non solo inutile, ma soprattutto dannosa per le falde acquifere, i corsi d’acqua e la salute di persone ed animali» rifacendosi a quanto «dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Ispra». «Negli ultimi giorni – prosegue – ci sono giunte segnalazioni di morie di uccelli lungo le strade e ai margini dei parchi e dei giardini pubblici, come anche ad Osimo, e i sospetti ricadono proprio su queste disinfestazioni operate senza criterio dai Comuni e dalle amministrazioni pubbliche».

Secondo Baldini, infatti, l’ipoclorito di sodio «se usato in dosi massicce e poco diluito, può essere anche molto tossico e corrosivo e quindi può provocare anche la morte di animali e procurare seri danni anche alle persone. Oltretutto, le massime autorità governative confermano che non c’è alcuna evidenza scientifica della capacità dell’ipoclorito di sodio di distruggere il virus, mentre invece è sicuro come l’uso eccessivo e prolungato sia devastante per l’ambiente e per l’uomo».