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Disagi A14, Coltorti replica a Ceriscoli e Acquaroli: «Code e rallentamenti prezzo delle scelte fatte in passato»

Il presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato interviene sulle polemiche scoppiate dopo la chiusura del tratto fra Grottammare e la Val Vibrata

ANCONA – «Ci si sveglia sempre tardi e si ha sempre la soluzione». Interviene così Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, sulla polemiche legate ai disagi in A14 dopo la temporanea chiusura, disposta ieri (24 gennaio) da Autostrade per l’Italia, per verifiche nel tratto tra Grottammare e la Val Vibrata.

Autostrade per l’Italia ha eseguito una serie di verifiche all’interno della Galleria Colle Marzio e, non essendo possibile deviare la viabilità nella carreggiata opposta, in seguito ai sequestri disposti dall’autorità giudiziaria, gli automobilisti che da Ancona devono raggiungere Pescara e altre località del sud Italia sono stati fatti uscire a Grottammare per poi riprendere l’A14 in Val Vibrata dopo aver percorso la Strada Statale 16.

Coltorti ha replicato alle dichiarazioni del governatore regionale Luca Ceriscioli e del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli. 

«Sulla crisi continua della viabilità lungo la A14 – commenta Coltorti -Ceriscioli critica la “scarsa programmazione” e va al Ministero a chiedere “di risolvere i problemi e superare le ordinanze del tribunale”. Acquaroli si lamenta “di code, ritardi e chiusure” ed invoca un rilancio delle Infrastrutture. Insomma nessuno avrebbe la responsabilità delle privatizzazioni delle autostrade e del mancato controllo della innovazione e manutenzione. E’ avvenuto in automatico e senza intervento alcuno. Addirittura ad Autostrade, e ad altre società, abbiamo regalato delle concessioni con scadenza decennale e clausole capestro per lo Stato» dichiara provocatoriamente.

«Ora – prosegue Coltorti – il Ministero cioè lo Stato, dovrebbe intervenire con il tribunale e quei giudici che cercano di rimediare alla mancata manutenzione e garantire la sicurezza di chi viaggia. Cosa dovrebbe fare il Magistrato chiudere un occhio e dimenticarsi che le balaustre non sono a norma. Ed Acquaroli cosa vorrebbe? Che si ripartisse con il Ponte di Messina? Non è bastato approvare il Tav, e tante altre grandi opere inutili, e spendere decine di miliardi per una opera che non serve a nulla invece di mettere questi soldi in decine di opere utili. Forse questi politici pensano che i miliardi crescono sotto i cavoli ? Che non si paghino le conseguenze delle scelte fatte?».

«Code e rallentamenti – secondo Coltorti – sono il prezzo delle scelte fatte in passato». «Si dovrebbe però imparare dagli errori per non compierne altri. Si tratta degli errori associati alla cupidigia, alla corruzione, alla predominanza degli interessi privati su quelli pubblici che hanno guidato le scelte di chi ci ha preceduto. E’ urgente – conclude – che si impari ad utilizzare i fondi che abbiamo nel modo migliore possibile».