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Gli epiloghi della crisi nei sondaggi a cittadini ed esperti. Parola a Pd e Fratelli d’Italia

Secondo gli esperti interpellati da YouTrend si va verso un Conte ter, mentre Noto per Porta a Porta evidenzia che in caso di elezioni anticipate il centrodestra otterrebbe oltre il 50% dei consensi. Ecco le opinioni dei politici marchigiani

parlamento, camera dei deputati
La foto della Camera lo scorso novembre

ANCONA – Un governo con responsabili – o costruttori, come li si voglia chiamare -, che sostengano un Conte Ter, oppure un governo di scopo con un nuovo premier, magari una figura istituzionale che riscuota il consenso di forze politiche diverse per ottenere una larga intesa. Sono alcune delle possibili rampe di emergenza per uscire dalla crisi di governo, latente da tempo, ed esplosa con lo strappo di Italia Viva. Ma il premier Conte non molla e ha scelto di restare in sella.

Cosa accadrà?

Ieri – 14 gennaio – è salito di nuovo al Quirinale dal capo dello Stato ed ha assunto l’interim dei ministeri lasciati vacanti dalle ministre di Italia Viva Bellanova e Bonetti, il ministero delle Politiche Agricole e quello della Famiglia. Ma intanto è caccia ai responsabili per rimpiazzare i 18 senatori renziani e avere la maggioranza in Senato, visto che alla Camera i numeri ci sono. Ma è corsa contro il tempo: lunedì Conte si confronterà con la Camera e martedì con il Senato.

Mentre fervono le grandi manovre, gli italiani si interrogano su quella che potrà essere la exit-strategy per uscire dalla crisi e alcuni sondaggi provano a delineare un quadro sui possibili sviluppi. Secondo il portale YouTrend che insieme a Cattaneo Zanetto & Co ha dato la parola a 33 fra giornalisti ed esperti di politica italiana (tra il 4 e il 5 gennaio e poi il 14 gennaio), l’opzione più probabile è quella di un rimpasto o Conte ter con la stessa maggioranza (33%), ma con gli sviluppi delle ultime ore cresce la convinzione che si sfocerà in un Conte-ter sostenuto dai “responsabili” (una opzione che sale dal 13 al 27%).

L’altra alternativa vagliata dal sondaggio,  quella che vede la stessa maggioranza guidata però da un nuovo premier, è ritenuta plausibile dal 23% degli esperti, mentre andrebbe scemando la soluzione rappresentata da un governo di unità nazionale, opzione che scende dal 12% all’11%. Di certo, per gli esperti non si andrà al voto anticipato (6%). Ovviamente il quadro è in continua evoluzione e in queste ore di trattative vorticose tutto può cambiare.

Nella puntata di ieri di Porta a Porta su Rai1, il sondaggista Antonio Noto ha cercato di delineare la situazione in caso di elezioni anticipate, vagliando tre scenari possibili: con la situazione attuale, con un ipotetico partito del Premier Conte e quello con Conte alla guida del Movimento 5 Stelle. In tutte e tre le ipotesi se si andasse al voto oggi il centrodestra sorpasserebbe con oltre il 50% la coalizione al governo che non vede più l’appoggio di Italia Viva.

Nello scenario in cui viene ipotizzato il voto nella situazione attuale Pd, 5 Stelle e Leu incasserebbero il 35,5%, mentre il  centrodestra porterebbe a casa il 52,5%. Nella seconda ipotesi, ovvero quella di un partito di Conte, la maggioranza che guida il Paese otterrebbe il 40,5%, con il partito di Conte al 12% a rosicchiare consensi al Pd che scenderebbe dal 19,5 al 13% ed il M5s in calo dal 14 al 13%. Anche in questa opzione il centrodestra otterrebbe la maggioranza, il 50,5%.

Nell’ultimo scenario vagliato, quello con Conte alla guida del Movimento 5 Stelle, i pentastellati crescerebbe di 2 punti percentuale, passando dal 14 al 16%, ma in ogni caso la maggioranza (con Pd e Leu) si fermerebbe al 36,5%, quando invece il centrodestra toccherebbe quota 52,5%. E Renzi? Italia Viva dopo la defezione sarebbe al 3,5%, così come Azione di Carlo Calenda, che però potrebbe perdere lo 0,5% nel caso in cui Conte scendesse in campo. Primo partito nazionale in caso di elezioni resterebbe la Lega con il 24%, che stacca il Pd fermo al 19,5%, seguito da Fratelli d’Italia al 17%.

Gli italiani che ne pensano? Secondo il sondaggio vorrebbe andare al voto anticipato il 31% degli italiani, il 30% preferirebbe un governo di larghe intese con un premier diverso da Conte, mentre il 13% vedrebbe di buon occhio l’ipotesi di un governo Conte con il sostegno dei responsabili. Fanalino di coda nelle preferenze degli italiani l’ipotesi di un Conte ter con la maggioranza attuale (12%) e quella di un governo di centrodestra (8%).

L’opinione di Pd e Fratelli d’Italia Marche

Abbiamo chiesto a Pd e Fratelli d’Italia di commentare il dato emerso da questi sondaggi. Ecco cosa ci hanno detto. «Questa crisi è una vicenda interna della maggioranza poco può fare l’opposizione, oltre che chiedere coerenza; è tutto nelle mani di poche persone che hanno quel tesoretto per poter tenere in piedi Conte – afferma il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli -. La “carta di ricambio” di Conte potrebbe essere Franceschini, un nome che vedrebbe d’accordo anche Di Maio che in questo modo potrebbe liberarsi della presenza ingombrante del premier sul futuro del suo partito».

Carlo Ciccioli
Carlo Ciccioli

Ciccioli osserva che se prima la maggioranza era in grande difficoltà, ora in caso di rimpasto sarebbe «ancora più debole e più in difficoltà», ma evidenzia anche che le battaglie interne tra Pd e 5 Stelle resterebbero in piedi, «a meno che il Movimento di Grillo rinunci al ruolo di partito più importante nella coalizione perdendo però il proprio elettorato e in questo modo finirebbe l’avventura del “dottor Bonaventura”, ovvero Grillo». A rischio anche il gruppo parlamentare dei 5 Stelle perché secondo Carlo Ciccioli: «Ci sono già stati tanti abbandoni» ed altri potrebbero essercene in altra direzione.

Come spiega infatti il consigliere di Fratelli d’Italia, in Senato sono in corso due campagne di acquisizione: «Quella di Conte a caccia dei responsabili e quella della Lega che cerca responsabili che stacchino la spina a questo governo. In Olanda si è dimesso il governo: mal comune mezzo gaudio. Credo che l’Europa 2022 sarà molto diversa da quella che conosciamo – conclude – molti governi sono cambiati e altri cambieranno». 

Antonio Mastrovincenzo

Ecco cosa ci hanno detto. «Avrei auspicato una ricomposizione dello strappo – commenta il consigliere del Pd Antonio Mastrovincenzo – , ma visto, dopo le dichiarazioni irresponsabili di Renzi e il veto della maggioranza, che questo non è possibile, lo scenario che mi auguro è quello di una stabilizzazione dell’attuale governo, magari sostenuto da nuovo gruppo di parlamentari. Impensabile andare ad elezioni anticipate in questa situazione, è pura follia, sia dal punto di vista politico che di sicurezza. Altre forme di governo – conclude – sono complicate, inoltre giustamente Zingaretti ha escluso una alleanza con sovranisti e antieuropeisti: speriamo che almeno alcuni parlamentari di Italia Viva tornino sui loro passi e che da altre forze moderate arrivi un sostegno».