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Crisi di governo: i possibili scenari e le reazioni dei leader della politica marchigiana

La crisi che si è aperta nel pomeriggio di ieri con il ritiro della squadra di Italia Viva apre diversi scenari. Intanto fioccano le reazioni dei politici marchigiani, divisi tra chi chiede un Conte ter e chi preme per le elezioni subito

Il premier Giuseppa Conte

ANCONA – Con le dimissioni delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto, nel tardo pomeriggio di ieri si è consumato lo strappo finale tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Iv Matteo Renzi. Una crisi di governo che era già nell’aria da giorni e che potrebbe portare il governo Conte bis verso il capolinea.

Ad accendere lo scontro tra l’ex premier Renzi e il presidente del Consiglio Conte, l’accusa del leader di Italia Viva al premier di volere per se pieni poteri, la mancanza di una strategia unitaria del governo sui progetti legati non solo alla pandemia e lo scoglio del Mes che secondo Renzi è necessario intercettare. Conte dopo aver appreso che Italia Viva ha ritirato la sua delegazione ha parlato di grande responsabilità e danno al paese in piena crisi pandemica, mentre Renzi, dal canto, ha posto l’accento sulla necessità di rispettare le regole della democrazia che a suo parere il “modus operandi” adottato da Conte non rispecchierebbe.

A questo punto sono diversi gli scenari che posso aprirsi: un Conte ter, con o senza Renzi, un governo tecnico o elezioni, anche se questa ultima strada appare poco probabile al momento. Il premier potrebbe provare a cercare una maggioranza alternativa in Senato appellandosi al senso di responsabilità, visto che alla Camera i numeri ci sono, oppure potrebbe presentare le sue dimissioni puntando ad un re-incarico dal Colle. Diversamente si potrebbe andare verso un governo di unità nazionale.

Intanto con tutta probabilità Conte prenderà tempo per “sbrigare” i provvedimenti più urgenti e quindi potrebbe assumere l’interim dei posti lasciati vacanti al ministero dell’Agricoltura e della Famiglia da Bellanova e Bonetti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto di fare presto. Pd, 5 Stelle e Leu hanno fatto quadrato attorno a Conte, il centrodestra chiede di andare ad elezioni subito. La palla intanto è in mano al premier.

Alessia Morani, Pd: «Ripartire da Conte e da questa maggioranza»

Alessia Morani, sottosegretario al Mise

«Una crisi di governo in mezzo ad una pandemia è veramente surreale – commenta il sottosegretario al Mise (Ministero Sviluppo Economico) Alessia Morani -. Tutte le nostre forze devono essere dedicate ai problemi sanitari ed economici degli italiani. Va trovata immediatamente una soluzione alla crisi per evitare che si rallentino gli importanti provvedimenti che stiamo predisponendo a partire dal nuovo decreto ristori da 25 miliardi». L’esponente marchigiana dei dem però è sicura che «il presidente Mattarella saprà certamente gestire questa crisi e già in queste ore siamo impegnati a costruire un percorso per superare lo stallo. Io credo si debba ripartire da Conte e da questa maggioranza».

Mauro Coltorti, Movimento 5 Stelle: «Governo Conte ha svolto lavoro immane ed esemplare»

Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato

Amaro il commento del senatore pentastellato, Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici. «Il Movimento 5 Stelle crede che il governo Conte abbia svolto un lavoro immane ed esemplare cercando di sostenere persone ed aziende in questa crisi epocale. Assurdo aprire una crisi in questo momento, quando ci si sarebbe invece dovuti stringere intorno al governo di qualunque colore esso sia. C’è chi pensa di avere soluzioni migliori di quelle messe in campo da questo esecutivo: purtroppo la presunzione è uno dei grandi mali di questo, come di altri paesi, è uno dei mali principali dell’uomo. Ma ogni scusa è buona per attaccare il governo ed in definitiva il Movimento 5 Stelle che in questi due anni e mezzo ha fatto di tutto, anche prima del covid, per creare un futuro equo e sostenibile per le future generazioni».

Riccardo Augusto Marchetti, Lega: «Subito al voto, gli italiani hanno diritto di scegliere»

Riccardo Marchetti, commissario regionale Lega

Chiede di andare «al voto» il deputato e commissario regionale della Lega Riccardo Augusto Marchetti: «È chiaro da ormai troppi mesi che la maggioranza in parlamento non lo è più nel Paese, anzi non lo è stata mai. Negli Stati Uniti hanno appena eletto il presidente, a breve andranno alle urne anche in Portogallo, Catalogna, Kosovo, Albania, Olanda, Regno Unito, Norvegia, Islanda, Russia, Germania: anche gli italiani hanno il diritto di scegliere a chi affidare il proprio futuro, il paese merita stabilità e competenza non approssimazione e governi di comodo».

Emanuele Prisco, Fratelli d’Italia: «Dare al Paese un governo capace di guidare questa fase difficile»

Emanuele Prisco, coordinatore regionale Fratelli d’Italia

Parla di «buffonata» il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e deputato Emanuele Prisco. «Il governo è al capolinea perché non è d’accordo su niente. In questo momento difficile per l’Italia serve chiarezza e stabilità. Meglio andare al voto e dare al Paese un governo capace di guidare questa fase difficile».

Piergiorgio Carrescia, Italia Viva: «Serve un governo di responsabilità nazionale che dia risposte a persone, famiglie e imprese»

Piergiorgio Carrescia insieme alla ministra Teresa Bellanova in occasione del confronto con il mondo della pesca ad Ancona

A chiarire la posizione dei renziani è il componente dell’Assemblea Nazionale Italia Viva Piergiorgio Carrescia: «Le dimissioni degli esponenti di Italia Viva dal governo Conte sono state motivate con grande sincerità e chiarezza da Matteo Renzi, dalle ministre Bellanova e Bonetti e dal sottosegretario Scalfarotto. La crisi per la pandemia impone di risolvere i problemi non di rinviarli come è stata prassi di Conte. Al salto di qualità chiesto da Italia Viva (e non solo) su scuola, lavoro, giovani, commercio, imprese, sanità, non sono arrivate risposte adeguate ma solo rinvii o scelte raffazzonate».

Secondo Carrescia «questo governo era nato per evitare i pieni poteri che Salvini chiedeva e doveva dimostrare capacità di fare, ma non lo ha fatto: rispondere alla pandemia significa sbloccare i cantieri, riaprire le scuole, pensare all’occupazione giovanile, creare una strategia unitaria sulle politiche industriali. Il Recovery plan – prosegue – è stato migliorato ma non basta, servono altre risorse per la sanità, ma per colpa del veto del M5s non si prendono 36miliardi del Mes. L’acquiescenza del PD verso un M5s diviso e incapace, ha consolidato l’immobilismo del governo Conte-bis. Occorre ora una svolta e ha fatto bene Italia Viva a darla: serve un governo di “responsabilità nazionale” che dia risposte alle persone, alle famiglie, alle imprese, un nuovo Governo che si può trovare nel perimetro dell’attuale maggioranza e che, auspico, abbia poi ministri più capaci ed una guida diversa e adeguata per gestire l’emergenza e il post covid».