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Covid, Saltamartini: «Non ci sono vaccini per farmacie e imprese. In arrivo oltre 50mila dosi Pfizer»

L'assessore alla Sanità, a margine della seduta del Consiglio Regionale che si è svolta ieri, ha fatto il punto sulla campagna vaccinale nelle Marche, spiegando che se arriveranno le dosi previste anche gli over 18 potranno essere immunizzati

L'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini

ANCONA – Domani, mercoledì 19 maggio, nelle Marche «arriveranno oltre 50mila dosi di Pfizer che rientrano nella dotazione complessiva del mese di maggio di 230mila dosi». Lo ha annunciato a margine della seduta del Consiglio Regionale che si è svolta ieri, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. Sollecitato dai giornalisti sul mancato arrivo della fornitura di 8.900 dosi di siero Moderna, l’assessore ha ribadito che questo creerà «probabilmente la necessità di spostare alcune prenotazioni dalla mattina al pomeriggio di mercoledì (19 maggio, ndr)». 

Con l’arrivo dei sieri previsto per il mese di giugno, quando «dovrebbero arrivare altre 500mila dosi» di vaccino, secondo l’assessore si arriverà ad immunizzare «circa 1milione di persone con la prima dose», inoltre ha puntualizzato che nella giornata di oggi sono state raggiunte le prime 500mila somministrazioni.

Saltamartini sottolinea che il sistema predisposto dalla Regione Marche «è idoneo a somministrare molte dosi», a tal proposito ha rimarcato che alla fine del mese di aprile «eravamo arrivati a 15mila dosi al giorno» mentre ora «dobbiamo attenerci» su un target di «inoculazione tra i 9mila e gli 11mila sieri al giorno».

L’assessore ha ricordato che da domani -19 maggio-, apriranno le prenotazioni per la fascia d’età 40-49 anni, spiegando che «probabilmente dovremo rinviare l’immunizzazione verso la fine di giugno» per mancanza di dosi. Nessun doppio binario, però, su questo slot di prenotazioni, tra persone con comorbilità e non, come avvenuto invece per gli over 50: i cittadini potranno fissare l’appuntamento sulla piattaforma di Poste Italiane.

«Apriamo a tutti coloro che si vorranno vaccinare – sostiene – . La duplice corsia ha creato problemi anche con i caregiver perché le persone che hanno patologie non possono essere vaccinate in luoghi non protetti, per cui chi dichiara di avere comorbilità deve essere vaccinato negli ospedali e, dunque, il processo di vaccinazione è molto più lungo, con la conseguenza che le persone che dovrebbero avere una priorità, poi concretamente sono vaccinate in data successiva o posteriore, rispetto agli altri. Questo è un problema che vogliamo tenere in considerazione perché ha suscitato notevoli perplessità da parte dei cittadini».

Sollecitato sull’eventuale vaccinazione degli over 18, ha affermato che se a giugno arriveranno le 500mila dosi previste, a quel punto anche i giovani «potranno essere coperti dal vaccino». L’assessore ha evidenziato poi che nelle imprese «c’è grande attesa» per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, e che le aziende «si sono tutte organizzate» per questo «abbiamo sollecitato il commissario Figliuolo a dettagliare esattamente le date con i numeri dei vaccini che arriveranno nel mese di giugno».

Tuttavia mancano i sieri. C’è una «fortissima carenza di dosi per i medici di medicina generale» spiega, aggiungendo che «finora non abbiamo le dosi neppure per le farmacie con cui abbiamo concluso un’accordo, e non ci sono i vaccini neppure per le imprese. Speriamo che l’annuncio fatto dal Commissario Figliuolo di portare nelle Marche 500mila vaccini nel mese di giugno, si possa concretizzare, conoscendo anche le date in cui arriveranno».  

Sollecitato sul caso AstraZeneca (oggi Vaxzevria), l’assessore ha chiarito che «salvo casi marginali e rari» nella nostra Regione i cittadini «non hanno assolutamente» rifiutato il siero anglo-svedese e che «hanno ricevuto i vaccini presenti in quel momento. Non ci sono state neppure particolari notizie di controindicazioni», insomma secondo Saltamartini «i cittadini hanno compreso perfettamente che è uno dei vaccini con cui ci si immunizza dal covid-19».  L’assessore ha spiegato di aver chiesto alla Conferenza Stato Regioni di «ricevere più dosi di AstraZeneca», ma la richiesta «non è stata accolta dal Commissario».

Sul pass vaccinale, ha affermato che «la materia è oggetto di approfondimento». «Non c’è identità di vedute nella Conferenza Stato-Regioni, né delle Regioni – spiega – e peraltro si va a toccare un diritto garantito dalla nostra Costituzione, quello della libera circolazione dei cittadini all’interno del territorio nazionale, articolo 17 della Costituzione».