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Coronavirus: trasporti, scuola e assembramenti, ordinanza lampo nelle Marche

Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha siglato, nel pomeriggio di oggi, il provvedimento con nuove misure per arginare la curva in salita dei contagi e ricoveri covid nelle Marche. Ecco tutti i dettagli

Francesco Acquaroli
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli

ANCONA –  Ordinanza lampo del presidente della Regione Marche per la pandemia covid. Didattica al 50% in presenza e al 50% a distanza per il triennio degli istituti superiori, capienza ridotta nei mezzi di trasporto pubblico dove è stata fissata al 60% (scende dall’80 al 60%) e divieto di assembramento per tutto l’arco della giornata davanti ai locali dove si concentra la movida. Sono i punti salienti dell’ordinanza siglata questa sera (22 ottobre) dal governatore Francesco Acquaroli con l’obiettivo di frenare il dilagare dei contagi da covid nelle Marche. Obiettivo, come ha spiegato Acquaroli «scongiurare scenari peggiori» e per «non rendere vane le iniziative finora adottate».

Validità dell’ordinanza, varata d’intesa con il Ministero della Salute, 3 settimane a partire dalla mezzanotte di oggi mentre per le scuole si parte da sabato mattina per dare alle scuole la possibilità di adeguarsi. La validità è fissata fino al prossimo 15 novembre: in questo modo la Giunta avrà la possibilità di valutare gli esiti prodotti dalle nuove misure restrittive sulla diffusione del contagio da covid-19. Si tratta della seconda ordinanza siglata da Acquaroli dalla sua nomina alla guida della Regione, con la prima aveva introdotto l’obbligatorietà della mascherina h24 all’aperto,

Ad illustrare le disposizioni insieme al governatore, gli assessori regionali Guido Castelli, Giorgia Latini, Stefano Aguzzi e Francesco Baldelli. «Oggi c’è un trend fortemente in ascesa che ci costringe a prendere questi provvedimenti – ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – anche se il numero degli asintomatici è prevalente e il ricorso dei sintomatici agli ospedali è ancora limitato».

Il presidente regionale Francesco Acquaroli durante la presentazione dell’ordinanza

La Regione ha optato per il ricorso a misure più restrittive di quelle imposte dal Dpcm siglato il 18 ottobre dal premier Conte. Nel provvedimento anche misure relative ai centri commerciali. Aperte le palestre, ma raccomandate sanificazioni e attenzioni agli assembramenti.

Sulla didattica a distanza «il problema è il sovraffollamento di autobus e mezzi di trasporto» ha chiarito Acquaroli, che ha deciso, di concerto con la Giunta, di attivare la didattica nella formula mista al 50% a distanza e al 50% in presenza (con la sola eccezione degli alunni con bisogni educativi speciali, disabilità, quelli ricoverati nelle strutture ospedaliere o in cura presso la propria abitazione, oltre agli alunni che frequentano le scuole carcerarie, oltre a quelli residenti nelle aree dove non c’è connessione Internet). La nuova disposizione non interessa le classi prime e seconde degli istituti superiori.

Saranno gli istituti scolastici a stabilire le modalità organizzative, in ogni caso il presidente della Regione ha spiegato che l’obiettivo è «tornare alla didattica in presenza» dal momento che il problema non sono le lezioni in classe. Il sovraffollamento sui mezzi di trasporto è cruciale nella trasmissione del virus, ha spiegato Acquaroli, «per cui sin da subito proveremo a mettere in campo tutte le energie per potenziare i servizio di trasporto, colmando il gap. L’obiettivo è tornare, in base all’andamento epidemiologico e alle nuove disponibilità di autobus, alle lezioni in presenza per tutti».

Il governatore ha spiegato che «solo una settimana fa, nelle Marche non c’erano le condizione per disporre un’ordinanza del genere», ma di fronte a un trend di crescita costante nelle ultime settimane con una «impennata significativa» dei contagi, Acquaroli ha sottolineato la necessità di «mettere in campo tutte le azioni di prevenzione per rallentare l’innalzamento del contagio e mettere in condizione la nostra regione di poter prevenire scenari peggiori, che vogliamo scongiurare perché tutela della salute, tenuta del sistema sanitario e sicurezza del territorio sono le priorità, insieme ai risvolti negativi e devastanti che potrebbero derivare da un nuovo lockdown delle attività economiche».

Insomma l’obiettivo dell’ordinanza è «creare le condizioni per una vita in sicurezza e non rendere vane tutte le altre iniziative adottate». Inoltre ha aggiunto «abbiamo messo in campo tutte le azioni preventive, senza però condizionare negativamente le attività economiche».

Scende al 60% (dall’80% iniziale) il limite massimo di capienza a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale, a meno che non siano ammessi passeggeri in piedi per cui è possibile il 100% della capienza. La misura prevista per le società di trasporto pubblico, entrerà in vigore dalla mezzanotte del quarto giorno successivo alla comunicazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale. Il presidente Acquaroli, sollecitato dai giornalisti, ha spiegato che «al momento non esiste una soglia del contagio oltre la quale è possibile prevedere altri provvedimenti» più restrittivi come dei lockdown che ha ribadito di voler scongiurare per gli effetti socio economici negativi.

Per i servizi di trasporto non di linea e gli altri servizi di trasporto passeggeri, con autobus o veicoli (taxi) con massimo 9 posti, e per il trasporto privato, le disposizioni sono quelle previste dal Dpcm.

Sul fronte delle attività economiche invece il governatore ha ripreso la disciplina per l’apertura dei centri commerciali: l’ordinanza prevede un distanziamento maggiore, scende infatti la soglia delle persone previste è 1 ogni 10 metri anziché  una ogni 8 metri, provvedimento che interessa anche le palestre con l’obiettivo di evitare assembramenti. Rafforzamento delle sanificazioni. Vietato consumare alimenti e bevande in forma itinerante nelle aree comuni del centro commerciale al di fuori degli spazi destinati alle attività di ristorazione o somministrazione.

Un momento della presentazione dell’ordinanza restrittiva siglata da Acquaroli per il contenimento del covid (da sinistra Baldelli, Latini, Acquaroli, Castelli e Aguzzi)

Scatta il divieto di consumo di cibi e bevande in condizioni di assembramento (2 o più persone) nei luoghi pubblici vicino ai locali, in tutto l’arco della giornata, mentre da soli è consentito. Il divieto riguarda il consumo in assembramento nei pressi di bar, ristoranti, enoteche, pizzerie, trattorie, gelaterie, rosticcerie, chioschi, paninerie, piadinerie, automezzi e banchi attrezzati alla somministrazione, circoli e associazioni private, distributori automatici di alimenti e bevande di somministrazione. Divieto di consumo di bevande alcoliche nelle aree pubbliche, inclusi giardini e ville aperte al pubblico, oltre che nei mercati.

Sale giochi e bingo aperti dalle 8 alle 21. Appello di Acquaroli, raggiungere un livello di autodisciplina, essenziale rispetto norme di distanziamento, mascherina, sanificazione dei luoghi, igiene mani e uso oggetti condivisi. Ratio dell’ordinanza, come ha spiegato il governatore «intervenire dove da soli non è possibile garantire il rispetto delle misure, strade piazze e vie».

Raggiunto un accordo con il Coni per spostare di alcune settimane (3) l’inizio di alcuni campionati di prima, seconda e terza categoria, c1 e c2 del calcio a 5, con l’obiettivo di «vedere l’evoluzione della curva epidemiologica», ha chiarito Acquaroli..