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«In estate riprenderanno i contagi», il virologo Menzo punta il dito sulle aperture troppo anticipate

Il virologo mette in guardia sul rischio di una ripresa dei contagi legata alle riaperture del 26 aprile. Intanto, a far tremare, le nuove varianti che stanno dilagando nel mondo

Il direttore della Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, Stefano Menzo

ANCONA – Le riaperture delle scuole e delle attività commerciali con la stagione estiva alle porte, accendono il dibattito. A fare il punto della situazione sulle riaperture scattate dal 26 aprile con il ritorno in zona gialla delle Marche, è il virologo Menzo, che sottolinea di temere «che la riapertura comporti una ripresa dei contagi. Mi aspetto che ci sarà una nuova chiusura – ha detto –  e che il tutto si risolverà, speriamo, in pochi casi in più e abbastanza in fretta». Secondo Menzo sarebbe stato auspicabile «decidere di ritardare le aperture, aspettando una maggiore percentuale di persone vaccinate, che avrebbe un po’ raffreddato la catena della trasmissione».

Che estate ci aspetta quest’anno? «L’estate dell’anno scorso è stata particolarmente fortunata per due motivi: perché eravamo reduci da un lockdown estremamente duro, ma efficace, e poi perché le scuole non avevano mai riaperto, adesso non abbiamo nessuna di queste due situazioni. Abbiamo invece una circolazione del virus discreta e le scuole aperte, due elementi che fanno presagire la ripresa dei contagi. È vero che ci sono le vaccinazioni, ma ancora interessano una fetta troppo piccola della popolazione, interessano gli anziani che sono la fascia della popolazione più a rischio della popolazione, speriamo che almeno loro siano protetti, però i contagi riprenderanno quasi sicuramente».

A far tremare i polsi sono le nuove varianti che stanno dilagando nel mondo, in particolare quella Indiana che sta flagellando la nazione dell’Asia Meridionale da cui prende il nome e che è già stata individuata in 17 Paesi, fra i quali c’è anche l’Italia. Una mutazione che fa paura anche perché mercoledì sera, 28 aprile, all’aeroporto di Fiumicino è arrivato un volo proveniente da New Delhi, e al controllo sui 213 passeggeri a bordo, 23 sono risultati positivi al virus.

«Nelle Marche non sono stati ancora mai identificati casi di variante indiana – rassicura il virologo -, la cosa che ci lascia ottimisti è che non vediamo l’attecchimento di altre varianti dopo quella inglese». Oltre alla variante inglese, newyorkese e nigeriana, «ne abbiamo trovate altre sudamericane e nordamericane, ma sempre sporadiche», spiega. Sulla copertura dei vaccini attualmente in circolazione per queste nuove mutazioni, Menzo chiarisce «che nessuno è in grado di dirla con precisione», perché bisognerebbe condurre «una sperimentazione specifica», ma siamo sicuri che alcune di queste varianti potranno mostrare dei problemi di efficacia, non tali, però, da pregiudicare completamente l’intervento vaccinale».

Intanto prosegue la campagna vaccinale, ma, fa sapere l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, «A fronte di una capacità di 12.000-15.000 dosi da somministrare al giorno, abbiamo a disposizione meno di 10.000 sieri al giorno. Addirittura il 1 maggio 6.500 e il 2 maggio 7.500».

Insomma le dosi scarseggiano e «i rifornimenti che sono arrivati servono per i richiami delle persone precedentemente vaccinate». Se ad aprile sono arrivati 210.000 vaccini spiega l’assessore, «significa che la popolazione immunizzata è di sole 100.000 persone. Questa situazione crea stress nel sistema a fronte di una domanda di massa di vaccinazione». Intanto però per il 3 maggio sono attese altre 46.000 dosi di AstraZeneca che saranno riservate ai richiami.