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Stabilimenti balneari in standby, Paolillo: «Linee guida Inail sono un problema»

Il presidente dell'Associazione Bagnini Riviera del Conero pone l'accento sul quadro incerto che domina la stagione estiva, nell'attesa in cui vengano chiarite le distanze fra ombrelloni a cui attenersi. Ma le prenotazioni fortunatamente non mancano

La spiaggia Urbani di Sirolo

ANCONA – È un quadro estremamente incerto quello che regna sulla riapertura degli stabilimenti balneari. Se da un lato infatti la Regione Marche ha già redatto i protocolli per la ripresa delle attività balneari, stilando tutta una serie di misure il cui obiettivo è quello di garantire la sicurezza di chi va in spiaggia, oltre che degli stessi operatori, e ha stabilito il 29 maggio quale data per la partenza della stagione estiva, il documento tecnico targato Inail e Istituto Superiore di Sanità potrebbe rimescolare le carte in tavola, ma non è ancora chiaro perché si attendono lumi dal governo. Nell’ipotesi più rosea, quella auspicata dagli operatori balneari, le Regioni potrebbero andare in deroga rispetto alle linee guida consigliate da Inail e Iss.

L’arcano però potrebbe essere presto svelato. Infatti il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, nel corso del question time che si è tenuto nel pomeriggio di oggi alla Camera, ha annunciato che le linee guida «sono complete e saranno trasmesse alle Regioni questa sera (13 maggio). Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro». Inoltre, ha spiegato che da giugno ci si potrà spostare tra regioni, anche se la valutazione finale su questo è rimandata a fine maggio. In ogni caso, ha precisato che «sarà più facile garantire una relazione tra regioni a basso rischio, sarà molto più complicato consentire il passaggio di cittadini da una regione a basso rischio ad una ad alto rischio».

Intanto però gli operatori non sanno che fare e sono bloccati nel dare avvio ai lavori necessari per allestire le spiagge, perché di fatto non sanno se dovranno attenersi ai 5 metri tra gli ombrelloni, come indicato nel documento tecnico nazionale, o piuttosto ai 3,5 metri indicati dal protocollo regionale.

Insomma, nell’attesa di risposte è tutto in standby come evidenzia Luca Paolillo, presidente dell’Associazione Bagnini Riviera del Conero e gestore dello stabilimento Taunus di Marcelli di Numana. «Le linee guida dell’Inail sono un grande problema» evidenzia, precisando che il quadro molto confuso non aiuta la ripartenza dei balneari, dal momento che, come osserva, «ci dicono che apriremo il 29 maggio ma non sappiamo ancora come dovremo piantare le attrezzature. Le prenotazioni arrivano, ma siamo bloccati perché non sappiamo quanti ombrelloni potremmo mettere e quindi quante richieste potremo evadere». Oltretutto, come sottolinea Paolillo, il quadro confuso si riflette di conseguenza anche sul mercato degli affitti estivi e su quello delle prenotazioni alberghiere, che sono strettamente legate anche alla capacità ricettiva delle spiagge.

«Ci auguriamo che vengano confermati i protocolli della Regione, perché se dovessero essere applicate le linee guida Inail sarebbe impossibile riaprire, quelle misure sono assurde, sono da livello massimo della pandemia».

Una posizione condivisa anche da Davide Bilò, titolare dello stabilimento balneare e del ristorante il Cucale di Marcelli di Numana. «Iniziamo la stagione estiva in un quadro di totale incertezza», osserva, evidenziando che «le indicazioni impartire dall’Inail non sono adatte per le nostre spiagge» più piccole di quella della vicina Emilia Romagna. Ma oltre alle difficoltà economiche che si verrebbero a creare per gli operatori balneari che vedrebbero drasticamente ridotto il numero degli ombrelloni utilizzabili, ci sono anche criticità per chi al mare ci vuole andare e rischia di non trovare posto a causa proprio della riduzione degli spazi che include ovviamente anche le spiagge libere. Insomma un rebus.

«Le misure di distanziamento previste dalla Regione, 10,5 metri quadrati ad ombrellone invece dei 20 indicati dall’Inail, andavano bene – osserva Bilò – . Sul fronte della sicurezza ci stiamo adattando anche perché è nel nostro interesse tutelare la salute dei clienti, ma devono metterci in condizione di lavorare». Il titolare de Il Cucale spiega che le prenotazioni non mancano, sia tra gli habitué che tra i nuovi clienti che si affrettano a chiamare per il timore di rimanere senza ombrellone, ma accanto a questi c’è anche chi si organizza in maniera autonoma rinunciando all’ombrellone perché magari ha i bambini e non sa come gestire la cosa.

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Per quanto riguarda il ristorante invece la situazione è più tranquilla: «abbiamo spazio anche fuori» spiega, annunciando che stanno realizzando una App che permetterà ai clienti dallo smartphone di poter ordinare direttamente dall’ombrellone un caffè, un gelato, o addirittura il pasto. Insomma il servizio bar e ristorante arriveranno proprio sotto l’ombrellone, in modo da evitare file e assembramenti.

«Navighiamo a vista, perché ogni giorno il quadro cambia rispetto al giorno precedente – dichiara Raoul Branchini, dell’omonima agenzia immobiliare di Macrelli -. Sulle prenotazioni ad oggi non abbiamo avuto ancora disdette, ma la situazione è ancora molto fumosa e non sappiamo cosa accadrà».

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