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Coronavirus, i sindacati alla Regione: «Chiudere nei festivi negozi e supermercati»

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil lanciano l'allarme sul fatto che le apertura possono costituire l'occasione per le famiglie per uscire di casa mettendo a rischio se stessi e i lavoratori

Supermercato

ANCONA – Chiudere supermercati, punti vendita di generi alimentari e di prima necessità, inclusi quelli di vicinato e all’interno dei centri commerciali nelle giornate di Pasquetta e del primo maggio. È quanto chiedono Filcams Fisascat e Uiltucs delle Marche alla Regione per dare respiro ai dipendenti della grande distribuzione messi sotto pressione dall’emergenza Coronavirus.

A far infuriare i sindacati, il fatto che da un lato l’apertura di supermercati e negozi nei giorni festivi toglie ai lavoratori tempo da poter trascorrere con le famiglie e dall’altro costituisce per le famiglie l’occasione per uscire di casa, mettendo a rischio la propria salute e quella dei lavoratori per l’epidemia di coronavirus. Tanto più che negli ultimi giorni si registra già una impennata di persone che, complici anche le belle giornate, escono in strada nonostante i divieti imposti per limitare la diffusione del virus.
Insomma una situazione sulla quale per i sindacati occorre porre estrema attenzione.

«Vogliamo sensibilizzare la Regione e quelle aziende che, pervicacemente, insistono con il tenere aperto nei giorni festivi – spiega Fabrizio Bontà, segretario regionale UilTucs Uil – . A maggior ragione in questo periodo dove sarebbe opportuno disincentivare le persone ad uscire di casa. Una presa di posizione decisa della Regione aiuterebbe molto, almeno per le festività».

Gli fa eco Selena Soleggiati, segretaria regionale Fist Cisl che puntualizza come «gli approvvigionamenti potranno essere effettuati agevolmente nei giorni precedenti la Pasqua dove con tutta probabilità le necessità di ciascuna famiglia saranno le stesse dei giorni ordinari attese le restrizioni che impediscono feste ed assembramenti. Gli ipermercati aperti a Pasquetta – prosegue – potrebbero invece pericolosamente prestarsi alla passeggiata fuori porta e costituire ancora una volta occasione di diffusione del contagio a danno dei lavoratori e di tutta la cittadinanza. Invitiamo la Regione a fare un atto di coraggio e a pronunciarsi subito disponendo la chiusura di tutti gli esercizi commerciali almeno per le festività a partire dalla Pasqua. Ai cittadini invece chiediamo senso di responsabilità e un sano rispetto dei lavoratori del settore. La Pasqua è in assoluto l’inno alla speranza e noi davvero speriamo che prevalga il buon senso».

Un richiamo al senso di responsabilità che arriva anche dalla segrataria regionale Filcam Cgil, Barbara Lucchi: «Oltre alla salute dei lavoratori e al loro diritto di trascorrere le festività in famiglia, le aperture festive rappresentano ancor di più in questo particolare momento una tentazione e non sempre una necessità di approvvigionamento di beni essenziali. Sosteniamo da sempre il diritto sacrosanto per tutti gli addetti del settore di godere delle festività e chiediamo alla Regione Marche di emanare una ordinanza di chiusura di tutti gli esercizi commerciali così come altre regioni hanno già provveduto a fare. Sarebbe da parte del Governo regionale una dimostrazione di rispetto e di sensibilità a vantaggio del bene comune».