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In palestra e piscina già vestiti. Ecco le regole ai tempi del coronavirus

Il presidente regionale ha siglato il decreto che da il via libera alle riaperture dal 25 maggio. Tutte le misure da rispettare per evitare il contagio

ANCONA – In palestra e piscina già vestiti, e phon bandito. È già iniziato il conto alla rovescia per la riapertura di piscine e palestre che rialzeranno le saracinesche dal 25 maggio. Il presidente regionale Luca Ceriscioli ha infatti siglato il Decreto che da il via libera oltre che agli impianti sportivi, anche alle sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti degli sport individuali e di squadra, e delle attività svolte nei circoli sportivi pubblici e privati.
Ma come sarà andare in piscina e palestra ai tempi del coronavirus? Ecco tutte le regole.

Doccia con acqua e sapone prima di entrare in acqua e sette metri quadrati per persona in vasca per nuotare, mentre in palestra durante l’attività fisica si dovrà restare distanti dagli altri almeno due metri. È così che si andrà in piscina e palestra. Norme rigide dunque per evitare il rischio di contrarre il coronavirus. Le linee guida varate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per lo sport prevedono tutta una serie di regole a cui che dovranno essere rispettate con dovizia sia dai gestori degli impianti che dai loro frequentatori.

Gli amanti della vasca e della palestra dovranno arrivare già vestiti in modo adeguato all’attività sportiva che andranno a svolgere in modo da ridurre al lumicino il cambio di indumenti negli spogliatoi per i quali i gestori dovranno evitare l’uso promiscuo così come degli armadietti. Spazi e attività negli spogliatoi e nelle docce dovranno essere organizzati in modo da assicurare la distanza minima di almeno 1 metro, prevedendo ad esempio postazioni alternate o separate da barriere. Al momento del cambio gli indumenti e gli oggetti personali dovranno essere riposti dentro la borsa personale in modo da non lasciarli appoggiati sulle panche e negli spazi condivisi. Costumi, tute, accappatoi, asciugamani utilizzati durante l’attività sportiva dovranno essere riposti in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavati separatamente dagli altri indumenti.

Per l’accesso a palestre e piscine i gestori dovranno favorire la prenotazione per garantire l’ingresso contingentato e dovranno conservare gli elenchi delle presenze per almeno 14 giorni. I frequentatori delle palestre e delle piscine una volta dentro gli impianti dovranno rispettare scrupolosamente tutte le misure di sicurezza previste. Dovranno lavarsi frequentemente le mani, usando anche i gel disinfettanti posti nei dispenser presenti all’interno degli impianti sportivi, mantenere la distanza interpersonale minima di un metro quando non si svolge attività fisica, mentre durante la pratica sportiva questa sale ad un minimo due metri. Vietato lo scambio tra operatori sportivi e personale di dispositivi come smartphone, tablet, come di borracce e attrezzi: chi pratica attività sportiva è obbligato a disinfettare gli effetti personali e a non condividerli.

I frequentatori di palestre e piscine dovranno inoltre evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, mentre in caso di tosse e starnuti si dovrà utilizzare un fazzoletto per evitare il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie (se non si ha a disposizione un fazzoletto si può starnutire nella piega interna del gomito), poi questo dovrà essere gettato in appositi contenitori ben sigillati. Vietato l’uso comune degli asciugacapelli che dovranno essere portati da casa. Nelle strutture i gestori dovranno affiggere cartelli informativi sulle norme di sicurezza, sia nelle zone di accesso, che nei luoghi comuni, nelle aree dove si svolge l’attività sportiva, negli spogliatoi e nei servizi igienici.

La piscina comunale di Jesi (foto presa dalla pagina Facebook della società Nuova Sportiva
La piscina comunale di Jesi (foto di repertorio dalla pagina Facebook della società Nuova Sportiva)

Nelle palestre e nelle piscine dovrà essere previsto un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti come ad esempio i fazzoletti monouso, le mascherine, i respiratori, i guanti, mentre nei locali chiusi e ad alta densità di persone o di attività dovranno essere garantita la filtrazione dell’aria tramite ad esempio purificatori dotati di filtri Hepa destinati a diminuire la quantità di aerosol, poi via libera alla sanitizzazione ad ogni cambio turno. Gli spazi e gli attrezzi dovranno essere sottoposti a procedure di pulizia e igienizzazione costante, in relazione al numero di persone e ai turni di accesso a detti spazi, mentre nelle piscine dove è necessario fare la doccia prima di entrare in vasca, i gestori dovranno predisporre del personale che sorvegli sul rispetto delle misure di igiene e sul distanziamento. Sedie, lettini e sdraio dovranno avere una distanza minima di 1,5 metri tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi e dopo ogni uso andranno disinfettati. Nelle piscine i parametri del cloro andranno controllati ogni due ore.

Ovviamente l’ingresso nelle piscine e nelle palestre è vietato a chi ha febbre (sopra i 37.5 gradi) e sintomi respiratori. Le strutture potranno far firmare autocertificazioni sulle condizioni di salute agli utenti.