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Via libera alle riaperture nelle Marche. Ceriscioli: «Il senso di responsabilità deve essere ancora maggiore»

La Regione ha confermato i protocolli e le date delle riaperture delle attività commerciali. Tutte le novità su spostamenti e riaperture e le attività consentite

La prova presso il salone Amoa

ANCONA – 18 e 29 maggio. Sono queste le due date cruciali che vedono le Marche imboccare finalmente la strada del ritorno verso la normalità. Una normalità, che inevitabilmente sarà molto diversa rispetto al passato, segnata com’è dall’epidemia di coronavirus, spartiacque fra un prima e un dopo. Intanto però da lunedì si riparte, ed è una bella iniezione di ottimismo. Ad alzare le saracinesche da lunedì saranno negozi, bar, ristoranti, parrucchieri ed estetiste, centri benessere, tatuatori, piercing, pizzerie, rosticcerie, friggitorie, pasticcerie, gelaterie, pizzerie al taglio,  
riprenderanno anche i mercati, fiere, posteggi, commercio itinerante e le celebrazioni religiose in presenza dei fedeli. Via libera anche a sgombero cantine e solai. Tutte queste attività saranno consentite rispettando due principi cardine: distanziamento interpersonale di almeno un metro e divieto di assembramento. Inoltre le persone con febbre sopra i 37,5 gradi saranno ancora obbligate a rimanere a casa. Dal 29 maggio invece è via libera alla riapertura dei balneari.

La Regione Marche, si è infatti dotata per prima in Italia dei protocolli di sicurezza sanitaria per la riapertura delle attività economiche. Un percorso terminato proprio oggi che riconferma la validità delle linee guida varate dalla Giunta l’11 maggio scorso. Oggi sono stati emanati anche i tre decreti attuativi, che danno il via libera definitivo alle riaperture delle attività.  

Il presidente regionale Luca Ceriscioli mentre sigla un’ordinanza

«Anche in questo caso – dichiara il presidente regionale Luca Ceriscioli –  abbiamo giocato di anticipo, in perfetta sinergia con le parti sociali e con le categorie, con un metodo di governance allargata e condivisa, che ci ha permesso di costruire regole e linee guida perfettamente aderenti con le esigenze delle realtà economiche, le quali hanno avuto tutto il tempo per arrivare pronte alla data del 18 maggio. Questo è stato possibile grazie al senso di responsabilità di tutti e anche grazie al lavoro altamente qualificato dei nostri operatori della sanità, che ci ha permesso di arrivare ad essere una delle regioni Italiane con il minor numero di contagi, sebbene fossimo partiti da una situazione molto difficile. Ora il senso di responsabilità deve essere ancora maggiore, perché la sicurezza sanitaria di tuti dipende da quanto ciascuno di noi, ognuno per il proprio ruolo, sarà attento nell’applicazione e nel rispetto dei protocolli».

Ecco cosa si potrà e non si potrà fare dal 18 maggio
Se da un lato si potrà tornare a fare shopping nei negozi, a tagliarsi i capelli, a farsi la ceretta e a frequentare bar e ristoranti, da un lato è bene ricordare che resta l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, ma anche all’aperto quando non è possibile mantenere la distanza di almeno un metro. La novità più importante è che gli spostamenti non sono più soggetti a limitazioni sul territorio regionale e quindi non sarà più necessaria l’autocertificazione, che servirà solo per gli spostamenti fuori regione. Cessano anche le limitazioni sulle persone che si possono incontrare, non più solo congiunti, ma anche amici e senza limitazioni nel numero di persone che si possono incontrare, a patto ovviamente di evitare assembramenti. Inoltre si potrà dormire nelle seconde case e negli hotel, purché nella stessa regione di residenza. Il governo ha annunciato che se l’indice di contagio continuerà a scendere le misure potranno anche subire un ulteriore allentamento, ma in caso contrario, di un nuovo colpo di coda del virus, potranno essere adottati provvedimenti più restrittivi fra i quali anche zone rosse per confinare eventuali nuovi focolai. 

Nei negozi, così come dal parrucchiere, dall’estetista, al mercato, in hotel, al ristorante e al bar è obbligatorio indossare la mascherina e rispettare il metro di distanza, ma ai mercati e nei negozi di abbigliamento è obbligatorio anche l’uso dei guanti per maneggiare gli indumenti e gli accessi saranno contingentati così come per tutte le altre attività. Il personale delle parrucchierie e dei centri estetici avrà l’obbligo di indossare anche la visiera protettiva oltre alla mascherina e ai guanti quando i trattamenti richiedono che la distanza sia ravvicinata. All’ingresso dei centri commerciali e dei supermercati potrà essere misurata la febbre. 
In spiaggia ogni ombrellone avrà un’area di 10 metri quadrati a disposizione, inoltre lettini, sdraio ed asciugamani vanno disinfettati. Tra un lettino e quello dell’ombrellone del vicino devono esserci due metri.

TURISMO
Dal 18 maggio è via libera possono riaprire le saracinesche hotel e strutture extra alberghiere, campeggi e villaggi turistici, stabilimenti balneari, agriturismo.
La modifica normativa approvata in giunta riguarda gli stabilimenti balneari e le spiagge libere: prevede attività di pulizia e disinfezione (non più di sanificazione dei locali), consentendo quindi che tale compito sia svolto dal personale interno e non esclusivamente da ditte specializzate. Comuni e Autorità competenti potranno assegnare in concessione temporanea le aree di spiaggia libera confinanti ad attività di bar o ristorazione, per consentire il posizionamento di tavoli all’aperto fino a un massimo di 100 mq
Introdotta una informativa specifica rivolta ai dipendenti delle attività sulle norme igieniche da rispettare e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, sull’importanza di una corretta e frequente igiene delle mani.
Il personale addetto alle attività di allestimento/rimozione di ombrelloni e sdraio dovrà indossare guanti in nitrile. Particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi ed ai servizi igienici, prevedendo un’adeguata attività di pulizia.

Per quanto riguarda l’attività di salvamento in mare svolta dai bagnini e di primo soccorso, la Regione ribadisce la necessità di «attenersi alle raccomandazioni impartite dall’Italian Resuscitation Council (Irc) nonché dall’European Resuscitation Council (Erc) nell’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare». «Si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale – prosegue la nota – , ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un Dae, occorre utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica».

Secondo quanto disposto dalla Regione dal 18 maggio riapriranno villaggi turistici, campeggi e marina resort; agriturismo; attività ricettive rurali; residenze d’epoca extra-alberghiere; case per ferie, ostelli per la gioventù, case religiose di ospitalità; centri di vacanza per minori e anziani; rifugi alpini, escursionistici e bivacchi fissi; affittacamere; case e appartamenti per vacanze; appartamenti ammobiliati per uso turistico; offerta del servizio di alloggio e prima colazione (b&b); aree di sosta attrezzate; attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione a attività connesse. 

Potranno riaprire anche gli stabilimenti balneari che hanno bar e ristorante, ma solo per queste attività, infatti per la riapertura dei balneari per quanto riguarda l’attività in spiaggia occorrerà attendere il 29 maggio. 

COMMERCIO
Dal 18 maggio è via libera anche a mercati, fiere, posteggi, commercio itinerante, somministrazione di alimenti e bevande, negozi, agenzie viaggi, estetisti, parrucchieri e centri benessere, tatuatori, sgombero cantine, autoscuole, scuole nautiche, studi di consulenza automobilistica.
Per quanto riguarda il commercio, le misure integrative consentono le attività di bar e ristorazione nei circoli privati, e fissano le regole per la misurazione della distanza interpersonale ai tavoli che è di 1 metro, misurato tra una seduta e l’altra e non più tra i tavoli. Possibile la vendita di merce usata nei mercati (vestiario e accessori) a patto che sia accompagnata da documentazione fiscale e sanitaria che ne certifichi tracciabilità e provenienza e che ne attesti l’avvenuta igienizzazione (sulla base delle normative sanitarie vigenti). Via libera anche ai mercatini dell’antiquariato, degli hobbisti e a quelli artigianali, a condizione che rispettino il protocollo. A ripartire sono anche le lezioni teoriche per il conseguimento della patente di giuda di ogni categoria e dei corsi di formazione professionali che potranno essere svolte rispettando il protocollo di sicurezza anti-contagio disposto dal Ministero della Salute e dalle altre Autorità competenti. Ovviamente dovrà essere garantito il rispetto della distanza minima interpersonale (almeno 1 metro), l’obbligo di utilizzo di mascherina o di dispositivo di protezione individuale superiore, oltre a guanti monouso per tutti i partecipanti. Ai corsisti dovrà essere rilevata la temperatura corporea. Tra il docente e i gli allievi dovrà essere sempre rispettata la distanza interpersonale di almeno 2 metri. Inoltre al termine di ogni lezione dovrà essere svolta una adeguata sanificazione dell’aula, degli arredi, degli oggetti utilizzati e dei veicoli. Le lezioni teoriche possono essere garantite anche in modalità telematica così da evitare assembramenti. Nell’abitacolo è obbligatorio indossare la mascherina e guanti. Le normative regionali sono consultabili a questo link.