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Coronavirus e maltrattamenti, l’assessora Bora alle donne: «Fatevi aiutare, non abbiate paura»

La convivenza "forzata" fra coniugi e coppie di conviventi, imposta dalle nuove restrizioni per evitare il contagio, mostra l'altra faccia della medaglia di questa emergenza, quella delle violenze domestiche. Tutti i numeri da chiamare in caso di necessità

ANCONA – Le restrizioni imposte per limitare la diffusione dell’epidemia di Coronavirus, con la convivenza “forzata” fra coniugi e coppie di conviventi, rischia di far emergere un’altra faccia della medaglia di questa emergenza, quella della violenza sulle donne. A lanciare l’allarme è l’assessora regionale con delega alle pari opportunità Manuela Bora. «Fatevi aiutare per non mettere a rischio la vostra vita e quella dei vostri figli» è l’appello che rivolge a nome di tutta la Giunta regionale alle donne vittime di maltrattamenti e violenze fra le mura domestiche.

La quarantena con il maltrattante potrebbe mettere ulteriormente a rischio le donne, che oltre al contagio corrono il pericolo di essere vittime di una ondata di violenza esasperata dalla convivenza forzata nell’arco delle 24 ore. Già guardando i dati della scia di sangue dell’anno scorso, emerge molto chiaramente che si tratta di un fenomeno che si gioca soprattutto all’interno della famiglia: in Italia nel 2019 l’81,2% dei femminicidi è avvenuto fra le mura domestiche.

E dall’inizio della “quarantena” forzata emergono già i primi segnali emblematici di questo grave fenomeno che sta finendo ancora di più sotto traccia. Sono crollate le richieste di aiuto al Telefono Rosa che hanno segnato un -55% (dato nazionale), mentre il centro antiviolenza di Ancona è passato da una media di 3-4 richieste al giorno a circa 3 in un mese.

«L’’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, in queste settimane, non sta fermando la violenza sulle donne – sottolinea l’assessora Bora – . Anzi, questo periodo di quarantena, che confina le donne dentro le mura domestiche, tutto il giorno, tutti i giorni, con gli uomini violenti, rischia di metterle ancora di più in pericolo, come confermano recenti fatti di cronaca. Rivolgetevi ai nostri centri antiviolenza o chiamate il numero 1522, in un momento in cui siete sole o, magari quando uscite per fare la spesa».

«I nostri Centri antiviolenza sono sempre operativi – conclude l’assessora – . Colgo questa occasione per ringraziare le operatrici e gli operatori che, proprio in questi giorni, stanno veramente dando il massimo per aiutare le donne in difficoltà. Insieme ce la faremo».

Sulla questione era intervenuta anche la consigliera di parità della provincia di Ancona Pina Ferraro Fazio che aveva inviato una lettera a Prefetto, Procura, Tribunale, forze dell’ordine, alla Regione, ai centri antiviolenza e al Ministero per le pari opportunità per accendere un focus sui risvolti psico sociali delle convivenze forzate che «hanno già fatto emergere l’acuirsi di violenze intrafamiliari, già presenti e cogenti dentro molti nuclei, magari sopiti o “controllati” dalle vittime – si legge nella missiva -. In tale contesto, da più parti sono state sollecitate misure idonee a supportare donne e minori che in questa situazione cogente, oltre la tragedia che accomuna tutti e noi, sono pericolosamente esposte all’aumento del rischio di letalità e, comunque, ad una elevata esposizione a varie forme di violenze, abusi».

La consigliera di parità, così come l’assessora Bora, hanno posto l’accento sui figli spesso spettatori inermi delle violenze con il rischio di subire danni psicologici a breve e lungo termine o di riproporre da adulti le stesse violenze alle quali hanno assistito in famiglia.

Ecco i numeri da chiamare e i recapiti nelle Marche
Centri antiviolenza delle Marche: Pesaro 0721 639014 – Ancona Numero Verde 800032810–Macerata 0733 1990133 – Fermo Numero Verde 800215809 – Ascoli Piceno 3703748053 – Mail: parlaconnoi@comune.pesaro.pu.it –
cavsosdonna@comune.macerata.it