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Coronavirus, Fincantieri in sciopero. Beldomenico: «I lavoratori chiedono sicurezza»

Ad incrociare le braccia per 8 ore saranno non solo le maestranze dirette ma anche quelle delle imprese in subappalto. A spiegare la situazione il segretario regionale Fiom Cgil

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ANCONA – Lavoratori di Fincantieri in sciopero ad Ancona. Ad incrociare le braccia domani (venerdì 13 marzo) saranno non solo i dipendenti diretti del cantiere dorico, ma anche le maestranze delle aziende che lavorano in appalto e subappalto. La tensione era salita alle stelle negli ultimi giorni nel cantiere di Ancona dopo che il governo aveva esteso le misure restrittive a tutto il Paese.


I lavoratori hanno iniziato a temere il contagio anche per gli spazi ridotti in cui si trovano a lavorare. Per questo al motto di «la salute non ha prezzo», hanno deciso di scioperare, protestando contro «l’assenza delle condizioni di sicurezza che consentano di evitare il contagio», spiega il segretario regionale Fiom Cgil Tiziano Beldomenico. «I lavoratori chiedono sicurezza», prosegue, «ma nel cantiere è impossibile mantenere le distanze minime previste dal decreto del governo per evitare il contagio. Gli spazi sono ridotti e i lavoratori sono molto tesi.

Nel cantiere dorico tra diretti e indotto lavorano più di 4mila persone potrebbero essere quindi in molti ad incrociare le braccia. Uno sciopero che proprio in virtù delle stesse restrizioni imposte dal decreto non potrà prevedere né assemblee né capannelli di protesta: i lavoratori resteranno a casa per tutte le 8 ore del proprio turno di lavoro.

La Fiom Cgil chiede il «rallentamento della produzione e la sospensione lavorativa, avvalendosi anche dell’ammortizzatore sociale previsto per la sanificazione degli ambienti di lavoro, o della cassa integrazione».

Ma lunedì che accadrà se Fincantieri non prenderà provvedimenti?
«Se non verranno messi in condizione di lavorare rispettando le distanze e se non saranno distribuiti dispositivi di protezione come mascherine, guanti e disinfettanti per le mani, i dipendenti andranno a lavorare, ma si asterranno dal lavoro» spiega Beldomenico precisando che i lavoratori chiedono «il rispetto delle condizioni previste dal decreto ministeriale».
I sindacati non escludono altre forme di protesta nei prossimi giorni.