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Coronavirus, ad Ascoli 41 detenuti da Modena. Nobili:«Al momento situazione sotto controllo»

I reclusi sono arrivati nella notte alla Casa Circondariale di Marino del Tronto. Il garante dei diritti sta monitorando la situazione dopo le rivolte scoppiate nei penitenziari di mezza Italia per le misure restrittive imposte dall'emergenza Coronavirus

ANCONA -Modena, Milano, poi Foggia, Napoli, Frosinone e Palermo. Mentre in Italia è scoppiata la rivolta all’interno degli istituti penitenziari, con 6 vittime al Sant’Anna di Modena, «la situazione nelle carceri marchigiane è al momento sotto controllo» dichiara il garante dei diritti dei detenuti Andrea Nobili.

A far scoppiare la protesta negli istituti penitenziari le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus nelle zone rosse, con il blocco delle visite dei familiari. Sotto la lente di ingrandimento tutte le carceri marchigiane e in particolare Ancona (Montacuto) già da tempo in sovraffollamento e Marino del Tronto ad Ascoli Piceno dove nella notte sono stati trasferiti 41 detenuti provenienti dal penitenziario di Modena.

«Sono in costante contatto con i presidi sanitari e con i direttori dei carceri», ha detto Nobili tranquillizzando sul fatto che ad oggi «non ci sono casi di Coronavirus» né tra i detenuti né tra il personale di polizia. Il garante ha annunciato che i detenuti arrivati da Modena saranno sottoposti ad un triage per la verifica delle condizioni di salute.

L’obiettivo dell’attento monitoraggio attuato dal Garante è quello di «tutelare il diritto alla salute dei detenuti e della polizia penitenziaria», ma anche trovare modalità di contatto con i familiari dopo che i colloqui sono stati sospesi nelle aree sottoposte a restrizioni, fra le quali figura anche la provincia di Pesaro Urbino dove ci sono le carceri di Pesaro e Fossombrone.

Proprio ieri il Garante aveva scritto una lettera ai detenuti nella quale aveva invitato i reclusi «ad un grande senso di responsabilità per tutelare la loro salute, quella dei familiari, nonché degli operatori di polizia penitenziaria che, anche in questo momento, stanno svolgendo un lavoro straordinario». Parallelamente aveva invocato una riflessione sul «ricorso alla detenzione domiciliare, quale misura che limiti l’eccessiva afflittività della situazione».