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Coronavirus, è allarme affitti. Gli studenti universitari: «Non riusciamo più a pagare»

Nel solo Ateneo di Ancona il 30% degli studenti arriva da fuori regione, mentre il 35-40% della popolazione marchigiana è in affitto e rischia di non riuscire a pagare il canone in seguito al lockdown

Casa affitto

ANCONA – «Non riusciamo più a pagare l’affitto». È il grido di allarme che si leva dagli studenti universitari fuori sede, che con la chiusura degli Atenei in seguito all’epidemia di Coronavirus, ora si trovano sul groppone il costo del canone per gli appartamenti di cui non stanno più usufruendo visto che sono rientrati tutti a casa. Una situazione molto critica che rischia di peggiorare ulteriormente dal momento che il lockdown imposto per limitare i contagi sta mettendo in ginocchio molte famiglie, che quindi non riescono più a potersi permettere di pagare l’affitto dei figli. 

Per questo motivo si sono mossi fin da subito i rappresentanti degli studenti. Pasquale La Serra, presidente del Consiglio Studentesco dell’Università Politecnica delle Marche, spiega che l’ateneo ha approvato un documento nel quale il rettore si fa portavoce della proposta di «creare un fondo monetario per erogare un contributo per l’affitto a favore degli studenti fuori sede». Un fondo che dovrà tutelare «in primis chi ha un Isee basso e chi si è ritrovato in crisi economica in seguito all’epidemia di Coronavirus». «Ad essere interessato, nel solo Ateneo dorico sono un 30% di studenti che arrivano da fuori regione – proseguepiù una significativa quota di studenti provenienti dalle varie zone delle Marche e che hanno una casa in affitto nelle varie sedi universitarie».

Pasquale La Serra, presidente del Consiglio Studentesco dell’Università Politecnica delle Marche

Il presidente del Consiglio Studentesco spiega che nei giorni scorsi si è tenuto un video incontro fra i rettori degli atenei marchigiani, la Regione Marche e i rappresentanti degli studenti, dove si è affrontata la questione. Nell’ambito del confronto i rappresentanti degli studenti hanno chiesto alla Regione di prevedere dei contributi per questi studenti. «È fondamentale tutelare chi è in difficoltà e non riesce più a pagare l’affitto», conclude Pasquale La Serra.

A sollevare la questione sono stati anche i sindacati che proprio nei giorni scorsi hanno sollecitato la Regione affinché preveda dei fondi per le morosità in modo da dare una prima risposta a questa situazione critica.

«Le difficoltà maggiori nelle Marche si registrano ad Urbino – spiega Stefano Falcionelli, segretario regionale Sunia Marche (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) – dove l’Ateneo ha già annunciato di voler proseguire con la didattica a distanza fino ai primi mesi del 2021». Un po’ più semplice la situazione a Camerino dove invece «con il post sisma gli appartamenti lasciati liberi dagli studenti riescono ad essere più facilmente affittati a chi è rimasto senza casa e desidera tornare a vivere nella sua città».
A Macerata, Ascoli Piceno e Ancona il quadro è pressoché analogo ed evidenzia le criticità di una situazione per la quale sarebbe necessario «chiudere i contratti prima della scadenza». Il sindacalista spiega di aver sollecitato insieme alle altre organizzazioni sindacali un incontro con la vicepresidente regionale Anna Casini per affrontare la questione, mettendo a disposizione delle famiglie un contributo, mentre sul fronte dei proprietari il lavoro è quello di premere per una chiusura anticipata dei contratti di affitto.

Stefano Falcionelli, segretario regionale Sunia Marche

Se per gli esercizi commerciali il Governo ha preso provvedimenti con il Decreto “Cura Italia”, dove è stato inserito il blocco degli sfratti per sei mesi e introdotto un credito d’imposta pari al 60% dell’affitto del mese di marzo per bar, ristoranti e esercizi commerciali, «per la situazione degli  studenti fuori sede invece non è ancora stato fatto nulla e si attende il Decreto Aprile» spiega Falcionelli.

Le famiglie però sono in difficoltà, anche se qualche segnale arriva. L’Erap infatti ha già annunciato che non solleciterà il pagamento delle rate degli affitti scaduti.

Nelle Marche il 35%-40% della popolazione residente è in affitto e di questi «un 20% al momento si trova in grande difficoltà a pagare l’affitto per la situazione che si è venuta a creare con l’epidemia» spiega Falcionelli, che sottolinea il fatto che un 10-15% di questi sono proprio i giovani studenti, oltre agli immigrati. Fra i meno in difficoltà ci sono gli anziani che possono contare sulla pensione.

«Ma se non verranno presi provvedimenti la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente» osserva il sindacalista, in forza anche del fatto che nel 2018-2019 gli sfratti per morosità e colpevoli nelle Marche sono stati quasi 1000, un numero destinato a subire una impennata. 

Insomma, senza un contributo la matassa è difficile da sbrogliare, spiega Falcionelli, che proprio per questo ha chiesto ai sindaci un incontro per capire le disponibilità delle amministrazioni nel fronteggiare questa situazione.