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La coppia ai tempi del coronavirus e la difficoltà della convivenza

La quarantena forzata con la divisione del tempo e degli spazi per tutto l'arco della giornata può mettere a dura prova alcune relazioni. Ecco la nostra intervista alla sessuologa Marianna Agostinelli

ANCONA – La chiusura forzata e prolungata nelle proprie case, unita allo stress per lo stravolgimento repentino della propria quotidianità, ed ecco che ce n’è abbastanza per far scoppiare una coppia. L’emergenza Coronavirus che con il progredire dei contagi fa impennare ansia e preoccupazione, manifesta inevitabilmente i suoi effetti sulle relazioni.
Marito e moglie, compagno e compagna, fidanzato e fidanzata, si sono ritrovati dalla sera alla mattina a dover condividere lo stesso tetto per tutte le 24 ore, senza poter “evadere” neanche un attimo. L’insofferenza verso l’altro inizia a crescere e la quarantena forzata rischia di palesare crisi già preesistenti in molte coppie, acuendo i dissidi e le problematiche.

«Sono due le situazioni che si possono verificare nella coppia avendo più tempo per stare insieme – spiega la sessuologa Marianna Agostinelli -, tutto dipende da come era la situazione prima dell’emergenza. Se la coppia era già una coppia salda con un buon equilibrio e quindi “funzionava” anche in termini di comunicazione e di rispondere ai bisogni dell’altro già prima dell’emergenza, allora questa situazione tenderà a saldarla ancora di più, ma se invece prima dell’emergenza si usava il lavoro un pò come via di fuga per distrarsi da una situazione disfunzionale nella quale non si risponde bene ai bisogni dell’altro, allora l’emergenza non farà altro che potenziare le disfunzionalità già presenti».

Insomma convivere tutto il giorno e dividere per tutto il tempo gli stessi spazi può non essere semplice.

Che fare dunque?
«Nel momento in cui si manifestano problemi nella coppia valutate la possibilità di parlarne con un professionista che possa aiutarvi a verificare se ci sono elementi per provare a ricostruire la relazione prima di arrivare alla separazione. In questo modo si potrà costruire una nuova modalità di coppia».

Tutta questione di equilibrio fra vicinanza e “giusta” distanza. Quindi via libera ai momenti di condivisione nei quali si fanno cose insieme, ma anche ad altri momenti in cui ci si apparta, riservandosi un pò di tempo e uno spazio solo per se stessi. In tutto questo per mantenere le porte aperte anche alle relazioni sociali con gli amici, la tecnologia è un valido strumento.

E il sesso ai tempi del Coronavirus?
«La convivenza delle 24 ore potrebbe avere un duplice risvolto – osserva la psicologa -: da un lato potrebbe abbassare il desiderio sessuale perché le coppie funzionali tendono ad investire il tempo nella comunicazione e nello stare insieme potenziando quei lati della coppia che non hanno a che fare con la sessualità, ma se la coppia percepisce l’emergenza in termini di minaccia alla sopravvivenza della specie allora si possono innescare meccanismi di crescita del desiderio sessuale funzionale al proseguimento e alla sopravvivenza della specie. In questo caso si possono avere anche picchi di nascite un pò come avveniva in tempo di guerra».