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Elezioni regionali, Confindustria: faccia a faccia tra Acquaroli e Mangialardi

I due candidati in corsa per la presidenza della Regione Marche si sono confrontati sulle priorità delineate dagli industriali marchigiani nel manifesto "Dalle emergenze alle priorità per la ripresa". Ecco le loro ricette

Da sinistra Claudio Schiavoni, Francesco Acquaroli e Maurizio Mangialardi

ANCONA – Faccia a faccia fra il candidato governatore di centrodestra, Francesco Acquaroli e il candidato di centrosinistra Maurizio Mangialardi. Il ring è la sede di Confindustria Marche ad Ancona, dove i due avversari delle elezioni regionali per le Marche si sono confrontati sul manifesto stilato dall’associazione di categoria “Dalle emergenze alle priorità per la ripresa”, contenente le proposte ai candidati governatori con l’obiettivo di rendere le imprese marchigiane più competitive, innovative, digitalizzate, proiettate verso l’estero e sostenibili. Un confronto a due per scelta del presidente di Confindustria che ha voluto il confronto fra i due candidati che hanno le maggiori probabilità di vittoria.

Sul podio delle priorità, gli industriali hanno annoverato l’ascolto, la semplificazione burocratica e l’attrattività del territorio, alle quali si aggiungono l’avanguardia nella gestione del territorio e nella rigenerazione urbana, la spinta sugli investimenti in direzione delle risorse umane, dell’innovazione e della ricerca, dello sviluppo sostenibile, dell’economia circolare, dell’internazionalizzazione, fondamentale poi l’accesso al credito e il rilancio di turismo e filiere.

Il presidente Confindustria Marche, Claudio Schiavoni, entrando nel merito della questione ha spiegato che l’obiettivo del faccia a faccia è quello di «creare un rapporto costruttivo e collaborativo con chi governerà le Marche» e ha sottolineato che «il sistema manifatturiero è chiave per la crescita della regione» e ancora che «le imprese non chiedono favori, ma di lavorare su un contesto più competitivo». «Il settore industriale è l’asse portante dell’economia regionale e va accompagnato» ha concluso.

Acquaroli e Mangialardi, un momento del dibattito

Il candidato governatore di centrodestra Francesco Acquaroli nel suo intervento ha spiegato che è fondamentale un confronto con gli industriali per definire le linee di indirizzo da attuare per il rilancio economico delle imprese, da concertare sulla base delle richieste del tessuto produttivo. Sulle risorse provenienti dall’Europa occorre definire un progetto e individuare le priorità di spesa. In tema di gestione post Covid, il candidato del centrodestra ha escluso un altro lockdown, ma ha anche precisato che questa opzione è legata anche ad una puntuale organizzazione del sistema sanitario. Fondamentale «il potenziamento della medicina territoriale per raggiungere anche le comunità più periferiche», poi l’accento sulla medicina di prevenzione. Insomma per Acquaroli l’impatto della pandemia sulle imprese «dipende dall’azione di contenimento del virus».

Sul fronte del sisma, che Confindustria ha posto fra le tre emergenze del territorio insieme alla pandemia e alle infrastrutture, la ricetta del candidato del centrodestra vede in testa la chiarezza delle norme, il potenziamento degli uffici di ricostruzione, poteri straordinari al commissario e un modello Genova a cui ispirarsi. Per risolvere i nodi «servono prese di posizioni politiche forti da parte delle regioni interessate al dramma che può diventare una opportunità di rilancio».  

Altra questione, quella delle infrastrutture con Aeroporto, Porto e Interporto quali assett cruciali per rilanciare le imprese, il turismo, l’agricoltura, il cargo. Poi ha rimarcato il fatto che Amazon ha scelto Jesi per la sua logistica, e ha detto «vorrei che il Governo ci tenesse come ci tiene Amazon». Fondamentali le risorse europee sia per sviluppare la dorsale Adriatica che le opere come la Pedemontana e la Fano – Grosseto ma serve una pressa di posizione forte da parte della politica, ma «dobbiamo andare con un progetto esecutivo e non con filosoficità». Poi ha sottolineato l’importanza delle alleanze strategiche con le regioni limitrofe».

Scendendo a fondo alle 10 priorità evidenziate da Confindustria, Francesco Acquaroli ha posto l’accento su semplificazione, ottimizzazione ed efficientamento della spesa fiscale tramite una revisione del bilancio della Regione, così da reperire le risorse da destinare agli investimenti per le imprese. Inoltre ha spiegato che per la gestione del territorio occorre scrivere nuova legge urbanistica. Sul tema della formazione occorre puntare sugli Istituti tecnici e coinvolgere gli studenti nella pratica. Fondamentale per le imprese l’efficientamento dei processi produttivi, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, mentre sulla internazionalizzazione ha detto «no agli aiuti a pioggia». Sul tavolo anche il tema del credito per il quale Acquaroli ha proposto «una implementazione dei Confidi con garanzie sugli investimenti» e dialogo con gli istituti di credito. Dulcis in fundo il turismo per il quale ha spiegato occorre avere una visione complessiva per favorire la penetrazione sul mercato italiano ed estero.

L’avversario di centrosinistra Maurizio Mangialardi ha spiegato che, se da un lato «lo scenario è catastrofico, dall’altro c’è una grande occasione di ricevere risorse mai gestite dalla Regione» riferendosi al Recovery Fund. Sul post Covid anche Mangialardi ha escluso un altro lockdown, mentre ha chiarito che le parole chiave sono «isolare e trattare», poi ha rimarcato come le Marche siano state le prime a stilare i protocolli per la ripresa delle attività produttive. Sul sisma ha proposto un testo unico e ha spiegato che le macerie possono rappresentare una risorsa in chiave di riutilizzo e non solo di smaltimento, mentre sulle Sae ha detto che «il macello mica lo ha fatto la Regione Marche». Altro nodo quello infrastrutturale e qui la ricetta di Mangialardi chiama in causa le risorse del Recovery Fund: «possiamo realizzarle tutte» ha detto, puntualizzando però che per il 20 ottobre «dobbiamo essere pronti» avendo già definito un piano di azione.

Da sinistra Acquaroli, Schiavoni, Mangialardi

Ha inoltre evidenziato che tra la ricostruzione e il rilancio infrastrutturale le Marche possono trasformarsi nel più grande cantiere europeo. Fondamentale l’Aeroporto, per turismo e cargo, ma serve anche una attività di incoming con hub su Monaco e Francoforte. Poi l’accento su digitalizzazione e la semplificazione, ma anche su nuove logiche nella gestione del territorio e della rigenerazione urbana, poi la necessità di puntare al consumo zero del territorio. Sul filone della formazione ha detto che occorre sostenere le scuole di pubbliche e private, e puntare sull’apprendistato che però deve essere riqualificato e sostenuto. Ma vanno sostenute anche innovazione e internazionalizzazione tramite un fondo regionale. Parlando del credito ha detto che serve una interlocuzione seria con banche e confidi, un percorso che però va ripensato, mentre la legge 13  va potenziata «può essere con sostegno importante» e su questo tema ha proposto 100milioni di euro come sostegno. Sulla questione turismo ha sottolineato l’affluenza registrata nel mese di agosto che è andata oltre ogni aspettativa, ma «occorre consolidarla» tramite una attenta progettazione. «È il paradigma di chi fa qualità che va sostenuto, mentre chi fa cose mediocri salta il giro».