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Auchan-Conad, arrivano le date delle riaperture. Ma vertenza ancora al palo

Mentre la vertenza non si sbroglia cresce la preoccupazione. Per i dipendenti della sede di Ancona in arrivo l'apertura delle procedure di mobilità. I sindacati sollecitano un vertice in Regione

Conad-Auchan

ANCONA – Dopo alcuni slittamenti e anticipi sono pronti a riaprire sotto l’insegna Conad i punti vendita ex Auchan chiusi per lavori di ristrutturazione e adeguamento prima del passaggio. Se non dovessero esserci ulteriori variazioni il 26 gennaio a cambiare insegna sarà il punto vendita ex IperSimply di Loreto, il primo febbraio riaprirà i battenti l’ex IperSimply di Castelfidardo (zona Villamusone), il 9 febbraio sarà la volta di quello di Fermo, mentre il 2 marzo a riaprire sarà l’Auchan di Ancona e il 17 aprile quello di Porto Sant’Elpidio.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere aperta la procedura di mobilità per i dipendenti della sede Auchan di Ancona. Intanto nell’attesa del verdetto definitivo dell’Antitrust doveva esserci un incontro con la Regione Marche per affrontare le criticità occupazionali che interessano anche il deposito osimano dove lavorano 110 persone.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, hanno scritto alla Regione Marche per sollecitare il vertice nel quale chiedono «un confronto anche con i responsabili nazionali di Conad che si erano impegnati nella riunione presieduta dal Sottosegretario di Stato Alessandra Todde, ad un confronto locale che consentisse di comprendere gli impatti reali del loro piano di razionalizzazione/ristrutturazione per le Marche», si legge nelle missiva.

«Mentre si susseguono le comunicazioni inviate da Margherita Distribuzione in ordine ai trasferimenti dei punti di vendita che nel nostro caso evidenziano solo un nuovo punto di vendita, quello di Pesaro in via Robbia, che verrà integrato nella rete Conad, e la rivisitazione di alcune date di passaggio – commenta la segretaria regionale Fist Cisl, Selena Soleggiati -, abbiamo ritenuto opportuno richiedere alla Regione Marche l’avvio del confronto con Conad Italia e i rappresentanti di Margherita Distribuzione, che al tavolo ministeriale si erano impegnati ad effettuare con tutte le regioni italiane per declinare il progetto nazionale in chiave territoriale. Da quel confronto dovrebbe quindi essere dettagliato l’elenco definitivo dei punti di vendita che verranno integrati o venduti e tracciate le linee strategiche per la logistica e la sede amministrativa in assenza di risposte da troppo tempo. Auspichiamo che la nostra regione si faccia parte diligente affinché in tempi brevi si effettui l’incontro che dovrebbe vedere allo stesso tavolo le istituzioni, le organizzazioni sindacali di categoria e l’azienda».

Ma la vertenza è ancora al palo. «Siamo in attesa che ripartano gli incontri a livello nazionale – spiega il segretario regionale Uiltucs Uil, Fabrizio Bontà -, la Regione aveva convocato un tavolo per l’8 gennaio con Cia e Conad Adriatico, ma è saltato perché le due cooperative hanno fatto sapere di non essere ancora in possesso di dati certi da comunicare. In ogni caso pensiamo di organizzare un nuovo sciopero proprio in concomitanza con quella data, ma per ora siamo bloccati nell’attesa che ripartano le trattative. Anche il deposito è in stallo, in attesa di garanzie da Conad e Pwc».

Per i dipendenti della sede che si trova in via Scataglini ad Ancona presso l’Auchan dovrebbero essere aperte presto le procedure per la mobilità.

Chiaro che è tutto rimandato a dopo il verdetto dell’Antitrust, che a fine gennaio avrebbe lasciato intendere che potrebbe esserci un nuovo slittamento per l’entrata in gioco di Carrefour ed Esselunga interessati ad acquisire alcuni  punti vendita in nord Italia: questo potrebbe far posticipare le riaperture dei negozi.

Intanto cresce il nervosismo fra i dipendenti del deposito osimano il cui futuro sembra farsi sempre più incerto, così come quello dei negozi meno virtuosi il cui destino non è ancora chiaro. «Il clima inizia a diventare molto pesante, i lavoratori sono esausti per l’assenza di risposte – spiega il segretario regionale Filcams, Carlo Cotichelli – e per il fatto che sono mesi che si va avanti ad incontri e fasi di stallo. Stessa situazione anche nei punti vendita in cui non si hanno ancora certezze, come Le Ville a Falconara Marittima, Le Coccinelle ad Osimo e il punto vendita di via Montessori a Castelfidardo». Ma paradossalmente c’è preoccupazione anche nei negozi già passati a Conad in alcuni dei quali i nuovi gestori avrebbero manifestato insoddisfazione per l’andamento del fatturato.

Al palo anche le trattative sindacali nei punti vendita già passati a Conad spiega Cotichelli e questo non fa altro che creare preoccupazione fra i dipendenti per il rischio di esuberi.