Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Il grande cuore dell’Associazione Nazionale Carabinieri, donate felpe ai sanitari di Torrette – FOTO

Una delegazione di volontari ha recapitato al personale del Centro di Medicina Trasfusionale l'indumento. L'Associazione Nazionale Carabinieri nella prima fase aveva donato tablet al Salesi e all'ospedale di Jesi per far comunicare i ricoverati con le famiglie

L'Associazione Nazionale Carabinieri con i sanitari della Medicina Trasfusionale di Torrette

ANCONA – «Dare una mano ai sanitari in questo specifico momento ci rende utili e coerenti agli scopi associativi, con altruismo collaborativo e amore sincero». Andrea Massaccesi, delegato regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Ispettorato delle Marche, va dritto al cuore dello spirito che anima da sempre l’attività dell’Associazione Nazionale Carabinieri e che ha spinto i volontari ad un bel gesto: hanno infatti donato ai sanitari del Centro di Medicina Trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Ancona delle felpe per stare più caldi.

Nel pomeriggio di ieri (16 dicembre), una delegazione dell’associazione si è recata a Torrette per portare ai sanitari che stanno lavorando senza sosta nel reparto, 24 felpe. L’indumento, utile per i turni notturni svolti nel periodo invernale, avrebbe dovuto essere acquistato dal personale sanitario di Torrette che aveva già provveduto a prendere contatti con una azienda del territorio per la fornitura. Ma l’appello è stato subito accolto dall’Ispettorato delle Marche dell’associazione che ha a capo il generale Tito Baldo Honorati, dalla sezione di Filottrano alla cui guida c’è il presidente Franco Coppari e dal nucleo di volontariato e protezione civile di Filottrano con il presidente Cesare Paolorossi. I volontari dell’associazione, che persegue scopi solidali, hanno provveduto all’acquisto coprendo l’intera spesa (1.500 euro). Grande la gioia del personale che si è visto recapitare le graziose felpe con il disegno del sangue, simbolo di vita e dell’attività del reparto, e con su scritto il nome di ciascuno di loro.

Alcuni momenti della consegna delle felpe

«Ne siamo venuti a conoscenza dal personale e ci siamo subito adoperati, riuscendo a coprire le spese grazie alla parte economica accumulata nel tempo con i servizi dei volontari» spiega Massaccesi. L’Associazione Nazionale Carabinieri, già nella prima fase emergenziale, era stata vicina al personale medico e infermieristico, ma anche ai malati tanto da donare all’Ospedale Salesi di Ancona e al Carlo Urbani di Jesi dei tablet per consentire ai ricoverati di parlare con i loro familiari.

I volontari da venerdì saranno in prima linea nello screening di massa che prenderà avvio nei 5 capoluoghi di provincia e ad Urbino per testare l’eventuale positività al virus della popolazione con il tampone antigenico rapido. Quattro i volontari che dal 18 mattina saranno al PalaIndoor di Ancona per fornire assistenza ai cittadini. L’Associazione Nazionale Carabinieri scenderà in campo anche in occasione della campagna vaccinale contro il covid-19 ed è impegnata in campagne di sensibilizzazione sulla donazione del sangue e del plasma, inoltre ha stretto un accordo con l’Agenzia delle Entrate per garantire il distanziamento sociale nelle sedi.

«Siamo sempre in campo, da Pesaro fino all’Ascolano» sottolinea il delegato regionale: l’associazione nelle Marche conta 650 volontari, 350 di protezione civile e 300 di volontariato generico e raccoglie Carabinieri in servizio e in congedo, familiari e tutte quelle persone che si riconoscono nei valori dell’Arma. Rivolgendo un appello, Massaccesi spiega «accogliamo volontari, persone dotate di altruismo e disponibilità» persone desiderose di spendersi per la propria comunità.