Centro Pagina - cronaca e attualità

Attualità

Zona gialla, Acquaroli scrive a Speranza: «L’Rt sotto ad 1 dal 15 novembre»

Il governatore nel tardo pomeriggio di ieri ha inviato una lettera al ministro della Salute nella quale chiede che venga valutato il trend in discesa di contagi e occupazione dei posti letto negli ospedali

Francesco Acquaroli

ANCONA – Far tornare di nuovo le Marche in zona gialla. È sostanzialmente questa la richiesta al centro della lettera inviata nel tardo pomeriggio di ieri dal governatore Francesco Acquaroli al ministro della Salute Roberto Speranza. 

Ad annunciare la missiva, che il governatore aveva preavvisato già a margine della seduta del Consiglio regionale di ieri (28 gennaio), è lo stesso presidente  in un post sulla sua pagina Facebook: «Ho inviato una lettera al ministro Speranza – scrive -, per chiedere che nella valutazione sulla fascia di colore che si apprestano a fare nei confronti della nostra Regione, si tenga conto che l’indice Rt nelle Marche è sotto ad 1 ormai dal 15 novembre, e che se è vero che c’è stato un aumento dei casi durante le festività natalizie, ormai quasi un mese fa, è anche vero che in questi giorni la pressione ospedaliera sta scendendo, così come si sono dimezzati i contagi giornalieri e sono stati aggiunti posti letto in terapia intensiva».

Parametri che in caso di superamento fanno scattare tutta una serie di restrizioni penalizzanti per l’economia della regione in condizioni già critiche prima della pandemia per gli effetti del post sisma.

«Vogliamo continuare ad essere responsabili e collaborativi – prosegue -, ma chiediamo che i numeri che riguardano la nostra Regione siano valutati alla luce di un trend che dimostra un comportamento virtuoso dei nostri cittadini. L’accoglimento di questa richiesta – prosegue -, oltre a riconoscere il miglioramento tendenziale della situazione epidemiologica, sarebbe importante anche per far fronte alla crisi di molteplici settori ed attività economiche che stanno pagando un prezzo altissimo in questa pandemia».