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Acquaroli “corregge” il Tg3 Marche: «Mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa»

Il governatore spiega di non aver chiesto la zona rossa per le feste di Natale nel corso del confronto Stato Regioni di questa mattina. Al servizio pubblico chiede di rettificare

Francesco Acquaroli

ANCONA – «Mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto». Il governatore Francesco Acquaroli “corregge“ il Tg3 Marche che nel corso dell’edizione delle 14 di oggi del telegiornale regionale, parlando del confronto Stato – Regioni, ha dichiarato che il presidente della Regione Marche «Acquaroli e altri governatori chiedono la zona rossa».

Una notizia che il governatore smentisce categoricamente. «Apprendo dalla stampa e dai telegiornali che questa mattina avrei chiesto la “zona rossa” per le festività natalizie nella Conferenza Stato Regioni tenuta in modalità web – dichiara – . Mi vedrò costretto a chiedere la registrazione del mio intervento perché, a meno di sdoppiamento della personalità, le mie affermazioni sono state di altro tipo».

https://www.facebook.com/francescoacquarolifdi/videos/220671046133483

Stizzito per le affermazioni, ha precisato che nel corso della riunione «convocata per parlare di vaccini» dove in coda è stato inserito il tema delle ulteriori eventuali altre misure da prendere per le festività natalizie, «ci è stato chiesto il nostro parere. Il mio intervento – prosegue – , tra gli ultimi di quelli in scaletta, ha evidenziato la disponibilità a discutere di una stretta per evitare assembramenti e ammucchiate soprattutto nelle case private».

L’edizione del Tg3 Marche

Acquaroli puntualizza di aver affermato che «se si dovesse ipotizzare una ulteriore chiusura non si può pensare che a pagarla siano ristoranti, bar, esercizi commerciali, piscine e palestre e che a fronte di essa ci sarebbe bisogno di ristori totali e immediati. Ho detto inoltre – chiarisce – che non è comunque giusto paragonare i territori periferici, che già hanno pagato con l’isolamento le precedenti restrizioni, alle grandi dimensioni».

Proseguendo nella sua accorata disamina in difesa della sua linea di pensiero, ha anche detto di aver parlato «dell’inopportunità di lasciare sole le persone anziane in questo periodo. Ho chiesto di dare certezze, seppure in un quadro complicato. Ho parlato di necessità di concertazione e di messaggi univoci», concetti che aveva espresso anche ieri (15 dicembre) a margine del Consiglio regionale.

«Ieri si diceva di aprire le scuole e oggi si pensa di chiudere tutto – spiega – . È incomprensibile a me, figuriamoci ai cittadini. Quanto detto non mi sembra la richiesta di una zona rossa ma a qualcuno evidentemente fa comodo così. Ora mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto in quel contesto. Perché l’informazione, soprattutto quella pubblica pagata con i soldi dei cittadini, non deve mai diventare disinformazione».