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Alluvione, l’incontro per chi vorrà costituirsi parte civile

In vista dell'udienza preliminare, l'8 ottobre si terrà un incontro tra alcuni avvocati e i cittadini alluvionati che hanno intenzione di costituirsi singolarmente parte civile nel processo penale

L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014
L'alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014

SENIGALLIA – Il prossimo 12 novembre i cittadini alluvionati nel maggio 2014 potranno costituirsi parte civile. Al tribunale di Ancona si terrà infatti l’udienza preliminare per il processo che potrebbe vedere imputate otto persone, al momento indagate, tra cui il sindaco della spiaggia di velluto. Sarà possibile presentare la domanda di costituzione di parte civile per coloro che abbiano subito danni a causa dell’alluvione del 2014, che provocò 3 vittime e circa 180 milioni di euro di danni.

Per questo si terrà lunedì 8 ottobre, a partire dalla ore 18 presso l’hotel Villa Sorriso sul lungomare Alighieri, un incontro tra alcuni avvocati e diversi cittadini alluvionati che hanno intenzione di costituirsi singolarmente parte civile nel processo penale.

Diverse le figure coinvolte nella vicenda e che rischiano quindi di finire sul banco degli imputati: dal primo cittadino Maurizio Mangialardi all’ex sindaco Luana Angeloni, dal comandante dei vigili urbani ed ex dirigente della protezione civile di Senigallia Flavio Brunaccioni al dirigente dell’ufficio tecnico di Senigallia Gianni Roccato, dall’ex dirigente della Provincia Massimo Sbriscia al presidente dell’Autorità di bacino Mario Smargiasso, dall’ingegnere Alessandro Mancinelli a Libero Principi, funzionario lavori pubblici della Regione.

I reati contestati dalla Procura nel processo per cui ci si potrà costituire parte civile vanno dall’omicidio colposo plurimo al disastro colposo fino all’abuso d’ufficio e alla falsità ideologica.

«La riunione organizzativa di lunedì 8 – spiega l’avvocato Roberto Paradisi – è aperta a tutti quei senigalliesi che abbiano intenzione di costituirsi parte civile, rivendicando il diritto al risarcimento individuale e invocando la responsabilità degli enti, Comune, Provincia e Regione. Emerge infatti dagli atti di indagine una responsabilità corale di soggetti istituzionali che investe la responsabilità stessa delle pubbliche amministrazioni considerato anche il fatto che chi agisce come rappresentante di un ente istituzionale – e lo fa in modo incoerente con i propri doveri di ufficio – provoca conseguenze per l’ente stesso, che quindi ne risponde».