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All’ospedale regionale di Torrette il primo intervento di Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare

Questo approccio, eseguito dal professor Mario Guerrieri, direttore della clinica chirurgica dell'Università Politecnica delle Marche in collaborazione con le dottoresse Micaela Piccoli e Maddalena Baldarelli, permette la rimozione totale o parziale della ghiandola tiroidea senza creare cicatrici sul collo

L’immagine mostra la completa assenza di cicatrici a livello del collo
L’immagine mostra la completa assenza di cicatrici a livello del collo

ANCONA – All’Ospedale regionale di Torrette è andato in scena il primo intervento chirurgico di  Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare delle Marche. Eseguito dal professor Mario Guerrieri, direttore della Clinica Chirurgica dell’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con le dottoresse Micaela Piccoli e Maddalena Baldarelli, questo approccio permette la rimozione totale o parziale della ghiandola tiroidea senza creare cicatrici sul collo.

«La Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare – spiega l’equipe – è una metodica sicura, se eseguita da chirurghi esperti, sia in chirurgia robotica che tiroidea. La metodica robotica permette di avere una “magnificazione tridimensionale” delle strutture (in particolare del nervo laringeo inferiore) e di ottenere un eccellente risultato estetico per l’assenza di cicatrice nel collo, mentre la cicatrice a livello ascellare rimane nascosta. Si ha infine un ridotto dolore postoperatorio per l’assenza di iperdistensione del collo necessaria nell’intervento classico. L’utilizzo di mezzi robotici in chirurgia rappresenta un ulteriore passo nell’ambito della Chirurgia Mininvasiva».

In Italia il primo intervento di Tiroidectomia Robotica Trans-Ascellare è stato eseguito all’ospedale civile Sant’Agostino Estense di Modena dalla dottoressa Micaela Piccoli nel 2010. Grazie a lei, questa metodica si sta rapidamente diffondendo e la sua collaborazione ha permesso l’esecuzione del primo intervento nelle Marche, che viene eseguito praticando un’incisione cutanea di 5 cm circa a livello ascellare dal lato del lobo tiroideo da asportare, o dal lato in cui la tiroide è più voluminosa nel caso di tiroidectomia totale. La metodica richiede la creazione di un tunnel sottocutaneo di circa 15 cm ed il passaggio attraverso i muscoli del collo sino ad arrivare alla loggia tiroidea. Si inizia quindi l’intervento di tiroidectomia con l’ausilio del robot, che si compone di quattro bracci robotici: tre di essi sono utilizzati per strumenti chirurgici quali forbici, strumenti di elettrocauterizzazione o di sintesi. Il quarto braccio sostiene una telecamera. Il chirurgo è distante fisicamente dal campo operatorio e siede in una console dotata di un monitor tridimensionale. Con due pedali e due controlli manuali comanda il movimento dei bracci robotici.