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Aggressione al pronto soccorso di Pesaro, flash mob dei medici e solidarietà trasversale della politica

Un minuto simbolico per accendere un riflettore sul caso. Ricci: «Serve un filtro adeguato». Lega: «Rafforzare i controlli». M5S: «Più prevenzione»

Il flash mob a Pesaro

PESARO – Aggressione al pronto soccorso, flash mob e solidarietà trasversale.
Il personale medico ha incrociato simbolicamente le braccia per un minuto alle 10 di venerdì 5 novembre rispetto alle aggressioni subite. L’ultima quella di un 23enne ubriaco che ha aggredito cinque medici procurando anche ferite a uno di loro.

Intorno alle 12 un flash mob per accendere un riflettore su questi casi che vedono i medicini in prima linea.

La solidarietà politica ai medici è trasversale. Il sindaco Matteo Ricci esprime «massima vicinanza agli operatori sanitari pesaresi e a quelli di tutta Italia. Chi sta in prima linea quotidianamente deve essere ascoltato e pagato adeguatamente, a maggior ragione in questa fase storica di Pandemia, che ha messo sotto stress tutto il sistema». Sul caso pesarese, l’aggressione avvenuta nella scorsa notte al Pronto Soccorso, «è impensabile che non ci sia un filtro di sicurezza adeguato, mentre in altre strutture, come in Comune o Regione, sono presenti. L’Azienda Ospedaliera Marche Nord deve avere un sistema di sicurezza adeguato».

Secondo il sindaco Ricci quello che è successo «è la dimostrazione che fin quando non avremo un Ospedale Nuovo e moderno e con spazi adeguati, il problema non si risolve».  

I consiglieri comunali della Lega sottolineano: «Oggi più che mai siamo accanto ai nostri medici ed infermieri, non solo per esprimere la nostra più sincera solidarietà per l’aggressione subita, ma per ringraziarli per il lavoro impagabile che quotidianamente svolgono per la nostra comunità. Quanto accaduto è un fatto gravissimo che colpisce coloro che sono da sempre in prima linea per difendere la salute dei nostri concittadini e che in questi ultimi mesi di pandemia hanno lavorato con devozione ed impegno sacrificandosi ogni giorno. Ringraziamo l’assessore alla sanità regionale Filippo Saltamartini per essere venuto subito a Pesaro per rendersi conto di quanto accaduto. Purtroppo non è la prima volta che accadono questi episodi e dobbiamo fare di tutto perché ciò non si ripeta. Queste aggressioni non possono diventare ordinarie, ed occorre intervenire al più presto per ripristinare le normali condizioni di sicurezza per medici e infermieri. Ci attiveremo subito nei confronti del Comune per chiedere di rafforzare i controlli al di fuori dell’ospedale, evitando, come purtroppo accade quotidianamente, che la zona antistante sia un luogo mal frequentato da spacciatori ed abusivi. L’ospedale è un luogo dove chiunque si deve sentire protetto, e non deve avere paura di andare in caso di bisogno».

Visita di solidarietà al personale in servizio nel pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore a Pesaro per Marta Ruggeri, consigliera regionale M5S. «Stamane ho voluto manifestare vicinanza, mia e del Movimento, dopo il gravissimo episodio. L’ulteriore aggressione ai danni degli operatori sanitari – ha proseguito – rappresenta la punta emergente dei problemi che affliggono già da tempo questo servizio di prima linea, ora l’impegno della politica regionale non può che essere di cercare soluzioni rapide ed efficaci». Ruggeri ha inoltre seguito il flash mob, l’iniziativa lampo organizzata per protesta dagli operatori del pronto soccorso a Pesaro.

La consigliera Ruggeri al Flash Mob

Si tratta di problematiche condivise anche da altre strutture ospedaliere nella nostra regione, non solo dai presidi di Marche Nord. «Ritengo indispensabile – conclude Ruggeri – un tavolo di lavoro Regione-Aziende sanitarie che comprenda tutti i dirigenti dei pronto soccorso nelle Marche e che si metta al lavoro su tutti gli aspetti di sua competenza, quindi organizzativi e di altro carattere, per cercare soluzioni adeguate alle difficoltà. Concordo inoltre che l’attuale emorragia di medici e infermieri debba essere arrestata proponendo incentivi economici più congrui rispetto a un lavoro faticoso, usurante e, come dimostrano i fatti recenti, rischioso. A questo punto è inoltre indifferibile proteggere gli operatori prevedendo una maggiore sorveglianza nei pronto soccorso, anche come elemento dissuasivo, quindi di prevenzione, nei confronti di esagitati e malintenzionati. Nei modi più opportuni, ma bisogna farlo».