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Aato Pesaro Urbino: «Un invaso da 14 milioni di metri cubi d’acqua contro la siccità»

Sono cinque i possibili luoghi dove realizzarlo. L'autorità d'ambito è pronta a presentare dei progetti per accedere a fondi statali

Un momento della conferenza stampa in Pronvincia

PESARO – L’Assemblea dell’Ambito territoriale ottimale (AAto) di Pesaro Urbino, presieduta da Marco Ciccolini, ha confermato la pianificazione per il breve e medio periodo degli interventi per l’approvvigionamento idrico e il contrasto alla siccità. Le linee di intervento consistono nella riorganizzazione funzionale dell’attuale sistema acquedottistico, nella
riduzione delle perdite, nella ricerca di fonti alternative di acqua in falde sotterranee meno sensibili alle variazioni climatiche stagionali e nel promuovere la pulizia degli invasi gestiti da Enel presenti sul fiume Metauro.

Visti l’aumento della siccità e la carenza di piogge, la Aato è pronta a intercettare finanziamenti statali individuati dalle leggi di bilancio dello Stato 2018 e 2019 (leggi n°205/2017 e n°145/2018) e ritiene utile approfondire i risultati dello studio dei Geologi Daniele Farina e Paolo
Ceccarini inerenti la valutazione di siti potenzialmente idonei alla realizzazione di un invaso di adeguata volumetria capace di soddisfare i fabbisogni idropotabili del territorio provinciale.

L’analisi ha interessato tutto il territorio provinciale, quindi i bacini del Foglia, Metauro e Cesano, e ha individuato come più percorribili queste soluzioni: Valle del’Eremo in prossimità di Piobbico, le fonti del Candigliano tra i comuni di Mercatello sul Metauro e Apecchio, il torrente Morsina a Mercatello sul Metauro, il Certano che scorre in comune di Cagli nella frazione di Pianello ed il torrente Apsa posizionato tra i comuni di Peglio, Sassocorvaro ed Urbino.

Ora l’obiettivo di AAto è redigere un progetto da consegnare agli organi regionali e statali al fine di conseguire il riconoscimento di finanziamenti.

I cinque siti sono tutti papabili ma occhi puntati su San Martino del Piano sul Candigliano tra Apecchio e Mercatello sul Metauro.

Giuseppe Paolini, presidente della Provincia, ha parlato in conferenza stampa di «possibilità di finanziamento che ci stimolano a far partire subito dei progetti per poi presentarli al Ministero, visti i grandi costi. Si parla di 150 milioni di euro. Per la costruzione e l’entrata in funzione della diga si potrebbero ipotizzare otto o nove anni».

Marco Ciccolini, presidente dell’Aato ha detto: «Questa soluzione potrebbe essere definitiva perché si parla di un bacino di 13/14 milioni di metri cubi di acqua, una riserva importante per tutta la provincia».

Michele Ranocchi, direttore Aato: «Questa è un’occasione d’oro con fondi importanti che ci consentono di prendere in considerazione una grande opera, gli interventi sono volti a risolvere l’endemica emergenza idrica di tutte le estati e ci darebbe la possibilità di fare un salto in avanti».

Daniele Tagliolini, presidente Marche Multiservizi Spa: «Oggi la mancanza di acqua è un dato di fatto. Le acque che captiamo sono prevalentemente acque superficiali quindi molto collegate alle precipitazioni. Dobbiamo salvaguardare il comparto: un invaso nelle aree interne servirà per le aree interne».

Infine Mauro Tiviroli, Ad Mms Spa: «Senz’acqua non c’è vita e l’acqua non si compra. Oggi serve lavoro sugli invasi che guardi al futuro: un’operazione con diversi benefici tra cui non solo l’idropotabile ma anche la laminazione delle piene, la produzione di energia pulita e la creazione di un indotto turistico sul modello della toscana Ridacoli».

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