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8 Marzo ad Ascoli: le donne in divisa festeggiano donando il sangue – FOTO

All'iniziativa hanno partecipato questore, comandanti di vigili del fuoco e carabinieri e il conduttore Massimiliano Ossini. I soci Avis del capoluogo piceno coprono tutto il fabbisogno del Centro trasfusionale dell'ospedale Mazzoni

Il presentatore televisivo Massimo Ossini padrino della bella iniziativa

ASCOLI PICENO- Gesto concreto da parte delle donne delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della polizia municipale di Ascoli in favore dell’Avis. Nella giornata in cui tutto il mondo festeggia l’universo femminile, le donne in divisa hanno scelto di donare il proprio sangue presso il Centro trasfusionale dell’Ospedale Mazzoni.

La lodevole iniziativa si è svolta nell’ambito dell’evento promosso dall’associazione nazionale DonatoriNati, sia per sottolineare il ruolo fondamentale delle donne nel settore in questione, sia per sensibilizzare istituzioni e società sull’importanza delle donazioni, soprattutto in un momento delicato e complesso come quello di oggi.

All’incontro hanno partecipato autorità locali e personaggi della tv come Massimiliano Ossini. Il Questore di Ascoli Alessio Cesareo e i comandanti di vigili del fuoco e forze dell’ordine – Guardia di Finanza compresa – che hanno donato un mazzo di mimose alle ragazze e alle signore in divisa che hanno effettuato la donazione. Il tutto in un clima di festa, sorrisi e colori che è raro trovare nel mondo odierno, reso triste dal rischio di diffusione del covid e delle sue varianti.

Per fortuna, nel Piceno il mondo della donazione ha risentito poco di questa situazione di emergenza, se non nei primi mesi dell’anno scorso. E questo grazie agli oltre 7 mila donatori della provincia, di cui 3.200 ad Ascoli città: «Nella primavera 2020 le donazioni avevano avuto un calo per la paura dei soci di restare vittime dell’infezione, soprattutto in ambito ospaliero – afferma Stefano Felice, responsabile comunale dell’Avis – ma poi le criticità sono state superate, anche grazie a procedure mirate di contatto e di prelievo, in totale sicurezza. Al momento attuale – aggiunge Felice – i nostri soci coprono tutto il fabbisogno del Centro trasfusionale dell’ospedale, ed in qualche caso riescono pure a fornirlo fuori zona».

Un quadro incoraggiante, che è confermato anche dal direttore dello stesso Centro, il dott. Antonio Canzian, il quale ricorda anche la possibilità per i pazienti covid di donare il plasma immune: «È una procedura che possiamo effettuare dal 20 febbraio scorso, e che vede le richieste in fase di crescita. Anche se è il caso di sottolineare – aggiunge il medico – che si tratta di una terapia utile ma complementare: la via maestra per guarire dal covid resta quella del vaccino».

E qui arrivano le dolenti note, vista la lentezza con cui si sta procedendo nella vaccinazione di anziani, malati e residenti sul territorio. Molto dipende dalla ridotta quantità di prodotti che arrivano dalla Regione e dalle aziende farmaceutiche, ma c’è anche un problema di organizzazione sanitaria che certo non sembra rendere veloci gli interventi in tale ambito. Con ricorrenti accuse politiche che si scambiano le forze di destra e di sinistra, circa le responsabilità per i ritardi in essere e per il numero dei punti vaccinazione messi in piedi nelle diverse aree.

A margine dell’evento Avis, il direttore generale dell’Area Vasta 5, Cesare Milani ha spiegato che presto aprirà un nuovo centro per la somministrazione del vaccino, presso il Palasport di Monticelli, attiguo all’ospedale. Sperando naturalmente che i prodotti promessi dai colossi Usa giungano a destinazione.