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Ecco il 2018 del sindaco Pugnaloni

Il primo cittadino di Osimo fa un bilancio dell'anno che sta per concludersi e parla degli obiettivi da centrare per il 2018

Simone Pugnaloni

OSIMO – Si sta per concludere un anno impegnativo per il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, impegnato su più fronti e deciso a raccogliere i frutti del proprio lavoro nel 2018, ultimo anno di pieno mandato per questa Amministrazione prima delle elezioni del 2019.

È tempo dunque per fare un bilancio di questo 2017 che si avvia verso la conclusione e proiettarsi verso l’anno che verrà.

Sindaco Pugnaloni, con quali risultati si chiude questo 2017?
«Sul finire del 2015 abbiamo appaltato 3 milioni e mezzo di lavori che stiamo finendo di inaugurare adesso nel 2017, ci auguriamo che per il 2018 le procedure siano più celeri perché con la fine di quest’anno si chiude un anno fantastico dal punto di vista del piano delle opere pubbliche, appaltiamo oltre 5 milioni di euro di opere e vogliamo inaugurarle entro la fine del mandato».

Che messaggio si sente di lanciare ai cittadini osimani per il 2018?
«L’Italia sta di nuovo carburando, la nostra Regione sta cercando di fare di tutto per dare una nuova economia al suo territorio, noi nel nostro piccolo abbiamo fatto molto ma c’è da fare ancora di più. Questo è l’impegno per il 2018 da parte dell’Amministrazione, con il sostegno però dei propri cittadini che devono partecipare alla cosa pubblica attraverso i consigli di quartiere, l’associazionismo, devono suggerire dove l’Amministrazione deve investire, perché se la scelta finale sarà il giusto mix tra ciò che era il pensiero dell’Amministrazione e ciò che è il pensiero dei cittadini sicuramente avremo speso bene i soldi delle tasse che entrano attraverso le tasse comunali».

A proposito di tasse, le imprese sono sul piede di guerra per la vicenda Tari…
«L’Amministrazione Comunale e l’Astea sono a disposizione. Non potevamo non mandare queste cartelle, era un atto dovuto per legge. È bene fare chiarezza, ci sono 60 giorni di tempo per chiedere un incontro ad Astea e al Comune, fare un piccolo contraddittorio e poi magari sottoscrivere un accertamento con adesione che allunga i termini di altri 90 giorni, se pensiamo poi di trovare un punto di incontro tra le esigenze dell’impresa e quelle del Comune, probabilmente le sanzioni e gli interessi saranno ridotti al massimo se non addirittura azzerate. Se rimane praticamente solo la Tari nuda e cruda da pagare gli importi che sono arrivati nelle cartelle si ridurranno di quasi la metà».

Il 2018 sarà l’anno dell’arrivo del Giro d’Italia ad Osimo. Come risponde alle critiche sui costi a carico del Comune per la manifestazione?
«Parte della spesa sarà coperta dalle sponsorizzazioni di aziende del territorio. E poi il Giro non è solo un evento sportivo ma anche una grande vetrina di promozione turistica e di sviluppo per l’economia del territorio. Basti pensare che ci saranno quasi 2000 tra giornalisti, fotografi e cameraman accreditati, circa 200 Paesi da tutto il mondo seguiranno le tappe del Giro, nell’ultima edizione i telespettatori complessivi sono stati 800 milioni, molti di loro sono appassionati di cicloturismo, un comparto che in Europa ha un giro d’affari di miliardi di euro».

Sul sociale vi accusano di aver fatto poco. Castelfidardo ha varato il reddito di cittadinanza, Osimo come risponde?
«Il 2018 sarà l’anno del sociale, abbiamo intenzione di investire un tesoretto per sostenere le persone con disabilità, gli anziani e i meno abbienti, in particolare i disoccupati attraverso delle borse lavoro che diano reddito ma anche un’occasione per ricollocarsi sul mercato, e poi un sostegno economico per chi è in affitto e il pagamento delle bollette per chi non ce la fa».