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Whirpool Comunanza, pressioni sui lavoratori e assenza di investimenti. La denuncia dei sindacati

Fiom, Fim e Uilm unite per sollecitare risposte dall'azienda per il futuro dello stabilimento e dei lavoratori: «Vogliamo avere quanto prima delle risposte sul futuro immediato»

Il sito Whirlpool di Comunanza

ASCOLI – «Denunciamo la continua pressione sui lavoratori con ricorrenti richieste di aumenti di
produttività
legati esclusivamente alle prestazioni dei singoli». Lo scrivono in una nota congiunta le segreterie provinciali di Ascoli della Fiom Cigl, Fim Cisl e Uilm in relazione alla situazione dello stabilimento Whirpool di Comunanza. Una denuncia che si accompagna al nuovo allarme dei sindacati sulle incertezze per il futuro della fabbrica dove si producono lavatrici e lavasciuga, che in poco tempo è scesa da 500 a 360 addetti.

Preoccupa soprattutto l’assenza degli investimenti strutturali per 19 milioni promessi nell’ultimo accordo firmato dalle parti, e che però è scaduto il 31 dicembre scorso. Ieri si è riunito il coordinamento RSU delle segreterie di Fiom, Fim e Uilm proprio per discutere di Comunanza. Ne è emerso un quadro molto complicato sia per le modalità di lavoro e di turnazione dei lavoratori attuali, sia per la mancanza di risposte dell’azienda sui progetti per il sito.

Riduzione dei costi e niente modelli nuovi

«Vogliamo avere quanto prima delle risposte sul futuro immediato e prossimo della nostra fabbrica – scrivono i sindacati dei metalmeccanici -. La nostra preoccupazione non deriva solo dal fatto che non si intravedono investimenti strutturali previsti in parte nell’accordo ora scaduto, ma anche dall’evidenza che sono anni ormai che non vengono prodotti nuovi modelli di lavabiancheria. Tutto ciò – aggiungo le sigle sindacali – unito all’avvicendarsi continuo di figure fondamentali che dovrebbero essere punti di riferimento dello stabilimento e ad una politica di riduzione di costi eccessiva, sicuramente poco lungimirante».

Scongiurare scenari preoccupanti

Insomma, a Comunanza ormai si naviga a vista e sebbene la produzione ancora prosegua senza grandi tagli, sul futuro prossimo per uno stabilimento industriale che ha fatto la storia del territorio – ex Indesit – restano molte incognite. A queste, nel presente c’è da aggiungere la richiesta pressante di aumenti di produttività imposti ai lavoratori, che non sembrano in linea con programmi di crescita del sito al momento inesistenti.

Così i sindacati annunciano che al prossimo incontro con i dirigenti della Whirpool, solleciteranno l’azienda a
«fornire delle risposte esaustive al fine di scongiurare scenari che potrebbero danneggiare ulteriormente un territorio già fortemente provato dal sisma».

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