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Ascoli Piceno

Sisma, nessuna proroga per il credito d’imposta: protesta degli industriali di Ascoli

L'agevolazione, scaduta a dicembre 2020, arrivava fino al 45% del valore degli investimenti programmati. Confindustria Centro Adriatico: «Una doccia fredda»

Tod's, Arquata del Tronto

ASCOLI- Confindustria Centro Adriatico esprime sorpresa e profonda preoccupazione in merito alla mancata proroga da parte del Parlamento del credito d’imposta per gli investimenti nell’area del «cratere sismico».

Le Commissioni riunite «Affari costituzionali e Bilancio» della Camera dei Deputati, durante i lavori per la conversione in Legge del Decreto Milleproroghe, non hanno infatti approvato un emendamento che avrebbe assicurato l’estensione a tutto il 2021 dell’importante e apprezzata agevolazione che alla fine del 2020 ha cessato di produrre i suoi benèfici effetti.

Per gli industriali di Ascoli e Fermo si tratta di «una vera e propria doccia fredda sulle prospettive di rilancio economico e sociale del territorio», proprio nel momento più difficile e critico per gli imprenditori locali che oltre all’emergenza post – sisma stanno ora fronteggiando lo tsunami causato dai drammatici effetti della pandemia.

«È un duro colpo per tutto il sistema produttivo locale – attacca Simone Mariani, Presidente di Confindustria Centro Adriatico -. La proposta di proroga del credito d’imposta aveva avuto il placet del Commissario Straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini ed era stato inserito nel pacchetto degli emendamenti prioritari. Un’inspiegabile ed inaspettata insensibilità nei confronti delle imprese localizzate nel cratere».

Entrata in vigore il 7 aprile 2018, la norma aveva favorito il rilancio di investimenti in impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica in tutte le regioni dell’Italia coinvolte nel terremoto del 2016. Anche nelle Marche, in particolare nelle province del sud la misura aveva incentivato almeno una parziale ripresa delle attività produttive, prevedendo un credito fino al 45% del valore del progetto industriale messo in cantiere. Ora tutto quanto rischia di essere rimesso in discussione, con la pesante aggiunta di oneri indiretti derivanti dalle incertezze prodotte dalla crisi sanitaria in corso.

Ma gli industriali non disperano, e credono in una prossima reintroduzione delle agevolazioni recenti. «L’auspicio ora – spiega Mariani – è che l’emendamento possa essere recuperato ed inserito nei provvedimenti legislativi a partire dall’imminente primo decreto economico del Governo Draghi, il c.d. decreto Sostegno. Vigileremo come sempre anche su tutti i passaggi parlamentari, lavorando con assoluta determinazione per consentire alle imprese locali di continuare a fruire di un credito d’imposta assolutamente necessario per supportare i nuovi investimenti produttivi sul territorio».