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Ascoli Piceno

Sisma, Ceriscioli: «Considerati gli strumenti disponibili è stato fatto un buon lavoro. Ripartiremo dal turismo»

Dalle nuove assunzioni fino allo sblocco delle anticipazioni del 50% ai professionisti passando per i progetti degli sms solidali. Plauso al nuovo commissario Giovanni Legnini

ANCONA – «Considerati gli strumenti disponibili, è stato fatto un buon lavoro, andiamo avanti così riconoscendo le giuste esigenze e continuando a dare le giuste risposte. Da dove ripartire appena sarà possibile? Dal turismo». Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli nel corso della videoconferenza stampa di oggi pomeriggio per fare il punto della situazione sull’emergenza legata al sisma. Insieme a lui Cesare Spuri, direttore dell’Usr e l’assessore Angelo Sciapichetti.

«In questi giorni di doppia emergenza, l’Usr ha continuato a lavorare in smart working portando avanti momenti di confronto per telefono o in videoconferenza; la presenza sull’emergenza sisma non è mai mancata – ha spiegato Ceriscioli, che ha voluto tracciare un bilancio in concomitanza con le feste pasquali -. Partiamo dal potenziamento di 116 unità per l’Ufficio della Ricostruzione: sono in atto le procedure e le assunzioni sono previste per il mese di luglio. Delle 7856 pratiche presentate all’Ufficio, 3266 sono quelle approvate e 1366 quelle invece completate. Si è poi pensato a un’ordinanza ad hoc che ha sbloccato gli stati di avanzamento parziali donando 100 milioni di euro alle imprese».

Da sinistra il presidente Luca Ceriscioli e il direttore dell’Usr Cesare Spuri

E poi i professionisti, che «come abbiamo denunciato un anno fa, facevano “da banca” per la ricostruzione e finalmente hanno potuto vedere lo sblocco delle anticipazioni del 50% che ha già visto riconosciuti 10 milioni di euro; ci aspettiamo comunque che la cifra continui a crescere dato che il tetto è di 31 milioni; ricordiamo che i professionisti sono il motore per la ricostruzione».

«Dei 106 progetti finanziari dagli sms solidali, 81 sono stati completati, 18 sono quasi finiti e sette sono quelli da concludere» ha aggiunto Ceriscioli, che ha fatto un plauso al nuovo commissario Giovanni Legnini «che ha saputo mettere rapidamente in moto la macchina e ha ridefinito la struttura iniziando a lavorare su iniziative importanti che procedono sulla scia della semplificazione: c’è stato un recupero del tempo perduto molto importante».

Gli ha fatto eco l’assessore Sciapichetti. «Il nuovo commissario ha sbloccato questioni che erano ferme da mesi – ha spiegato -. Si è aperta una nuova speranza per gli amministratori locali e per le famiglie che si colloca in una emergenza ancora più grande che al momento stiamo vivendo, quella sanitaria. Nei prossimi mesi, quando si potrà tornare piano piano alla normalità, contiamo di far ripartire quei migliaia di cantieri che si sono fermati».

«Il commissario – ha aggiunto il presidente Ceriscioli – sta lavorando su una nuova ordinanza molto decisa che va in deroga alle norme primarie: una scelta molto forte ma importante perché credo che una norma primaria aiuterebbe. Nel nostro Paese avremmo bisogno del “modello Genova” non solo per le questioni straordinarie ma anche per quelle ordinarie perché lo stesso codice degli appalti è davvero farraginoso».

Da sinistra Luca Ceriscioli, Cesare Spuri e Angelo Sciapichetti

«Tutte le persone che vivono questa doppia emergenza hanno diritto ad avere una casa, a ritrovare il loro comune, la loro storia e la loro economia: questo è il nostro obiettivo – ha continuato il presidente -. All’emergenza bisogna rispondere con misure straordinarie e mi auguro che il governo lo abbia capito. Qui c’è un’emergenza piccola per l’Italia ma grande per noi: ogni volta che potrò continuerò a ripeterlo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte».

E quindi da dove ripartire appena l’emergenza sanitaria lo permetterà? «Da dove eravamo rimasti e quindi dal turismo – ha concluso Ceriscioli -. Ora potrebbe sembrare un paradosso ma bisogna spingere su queste zone della nostra regione che hanno subito i danni del sisma perché sono zone bellissime. Dobbiamo ripartire dalla forte identificazione delle Marche come un territorio da visitare facendo leva sul bike, come avevamo già fatto. Dobbiamo ripartire da quei due milioni disponibili e mettere in campo iniziative che accelerino quella dimensione turistica perché credo che la pandemia, sotto questo punto di vista, darà una grande spinta a tutto il Paese».