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Ascoli Piceno

Ascoli, sciopero di 40 ore alla Elettropicena Sud: lavoratori vogliono il rinnovo del contratto

Il contratto integrativo aziendale è scaduto da due anni ma la proprietà non procede al rinnovo. Nella fabbrica lavorano 60 addetti, di cui 25 interinali

ASCOLI PICENO – Rottura delle trattative alla Elettropicena Sud. La proprietà ascolana dell’azienda che produce centraline elettriche per grandi gruppi industriali e dà lavoro a 60 dipendenti, non procede al rinnovo del contratto integrativo scaduto dal dicembre 2018.

Due anni di sfibranti trattative che dopo vari incontri tra le parti, assemblee e richieste di adeguamento sono sfociati in una nulla di fatto, tanto da far proclamare oggi ai sindacati lo stato di agitazione, con 40 ore di sciopero e il ritiro della disponibilità a fare gli straordinari nello stabilimento di Ancarano (Teramo).

«L’Elettropicena è stata negli ultimi tempi tra le poche fabbriche che non hanno mai fatto cassa integrazione – dice un rappresentante della Fiom Cgil – continuando a lavorare al massimo della produzione. Non c’è quindi una situazione di crisi o di calo di produzione, che possa giustificare il mancato dialogo per rinnovare il contratto. Perché allora la proprietà fa solo proposte irricevibili per i lavoratori?».

È da rilevare poi che nel sito della vallata del Tronto – appena al di là del fiume, in territorio abruzzese – lavorano 60 persone, quasi tutte ascolane, di cui 25 sono messe a contratto dalle agenzie interinali. Anche per questo i sindacati chiedono un adeguamento salariale e dei diritti dei dipendenti, che fino ad ora è stato sempre rinviato.

«Continuiamo a chiedere da 2 anni un premio produttivo dignitoso – dicono ancora dalla Fiom – oltre che una giusta indennità di mensa, ed anche una stabilizzazione dei precari che ci sembra fondamentale per gli addetti che ci operano con professionalità e attenzione. Ma tutto quanto è stato fino ad ora negato, fino ad obbligarci ad aprire lo stato di agitazione».

L’intenzione delle organizzazioni sindacali è quella di procedere a scioperi a singhiozzo di un’ora per volta, senza preavviso per l’azienda. L’obiettivo è quello di fare in modo che l’imprenditore ascolano – proprietario anche di un altro stabilimento alle periferia del capoluogo piceno – torni sui suoi passi e valuti un’intesa con i rappresentanti dei lavoratori.

Ma non sarà impresa facile, considerando anche la storia complicata delle relazioni industriali alla Elettropicena Sud. Con rapporti che nelle ultime settimane, poi, si sono fatti sempre più tesi e contrastati.