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Ascoli Piceno

Rifiuti, la Provincia di Ascoli dà l’ok al biodigestore di Force: 20 Comuni preparano il ricorso

Ora i sindaci della zona, dove insiste un'importante area di produzione di ortofrutta, si preparano a dare battaglia. L'ipotesi che circola è quella di fare subito un ricorso al Tar

Il paese di Force (Foto: Marchexperience)

ASCOLI PICENO – L’amministrazione provinciale di Ascoli ha dato parere favorevole al biodigestore di Force. La determina dirigenziale relativa è stata firmata il 10 maggio scorso. Dal punto di vista tecnico e ambientale nullaosta secondo l’ente alla realizzazione dell’impianto per il trattamento dei rifiuti e la loro trasformazione in biometano, che un’azienda milanese dovrebbe costruire in località San Salvatore.

Tranne che il Comune di Force però, ben 20 Comuni della Valdaso – sia della sponda sud ascolana che di quella nord, fermana – si erano opposti al progetto, presentando a marzo anche una diffida alla stessa Provincia di Ascoli. Evidentemente però la loro iniziativa, come anche le ripetute proteste di associazioni, imprese e comitati del territorio locale, non è bastata a fermare l’iter autorizzativo.

Ora i sindaci della zona, dove insiste un’importante area di produzione di ortofrutta, si preparano a dare battaglia. Martedì prossimo dovrebbe infatti già tenersi una riunione tra gli amministratori per decidere il da farsi. L’ipotesi che circola è quella di fare subito un ricorso al Tar contro la determina dell’amministrazione provinciale, che è guidata da Sergio Fabiani, sindaco di Montegallo ed esponente del Partito Democratico.

Valdaso

Nella diffida presentata a marzo, i 20 sindaci parlavano di «plurime illegittimità che inficiano il procedimento di autorizzazione per il progetto», per questo ne avevano chiesto la sospensione. Ma così non è stato, ed ora lo scontro istituzionale e politico – anche in maniera trasversale – si fa aperto. Difficile dire come evolverà la situazione sul biodigestore di Force, un’opera che comunque non ha trovato opposizione da parte delle associazioni ambientaliste.

Nel caso si procedesse con la realizzazione dell’impianto, non solo gli amministratori dei paesi vicini ma anche le centinaia di piccole aziende agricole che lavorano nella Valdaso temono che esso possa avere importanti conseguenze sulla loro attività e sui loro prodotti. Che posizione prenderà in merito la Regione Marche?