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Ascoli Piceno

Ricostruzione post sisma, ancora incertezze per le imprese. Ma ci sono nuovi fondi

La mancata chiarezza su crediti d'imposta e zone franche frena gli investimenti nell'Ascolano. Ma da gennaio nuove risorse per 1,7 miliardi e 150 assunzioni negli uffici tecnici

ASCOLI PICENO – Restano troppe incertezze sui tempi di erogazione ed utilizzo degli incentivi per le imprese nell’area del sisma. Sebbene il Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini abbia affermato il 30 dicembre scorso che il 2021 dovrà essere l’anno del «definitivo decollo della ricostruzione», la situazione sul territorio è ancora molto complessa.

Con poca chiarezza sulle norme che dovrebbero favorire la ripresa economica e sociale di decine di paesi e centri abitati colpiti dal terremoto.

«Le risorse ci sono – ricorda Giuliano Bartolomei, esperto di consulenza aziendale – ma mancano certezze sulle agevolazioni previste, anche in termini di durata delle misure stabilite. Questa situazione – aggiunge – ostacola i processi di programmazione e di investimento delle imprese che, eroicamente, continuano a pensare positivamente allo sviluppo delle loro attività».

E poi dopo il terremoto, nel 2020 è arrivato anche il covid. Un’altra mazzata che sta causando disorientamento tra gli operatori economici, già alle prese con accavallamento di scadenze, sospensioni ed incentivi previsti dai numerosi provvedimenti legislativi (nazionali e regionali) succedutisi negli ultimi anni.

Bartolomei fa un esempio: «Ad oggi non sappiamo se vi sia o meno la proroga del credito d’imposta sugli investimenti in area sisma, nè sui tempi di apertura dello sportello ZFU 2021-22. E questo sta rallentando tutti i progetti messi in in cantiere».

Comunque sia, la fiducia che nei prossimi mesi le cose possano migliorare esiste ancora. Anche perché sono molti i provvedimenti normativi a favore delle aree del cratere che sono entrati in vigore il 1 gennaio di quest’anno.

Tra queste la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021, con la previsione di un incremento di 300 milioni per il Fondo per le emergenze nazionali; la proroga agli anni 2021 e 2022 dell’esonero contributivo e fiscale previsto per la Zona Franca Urbana (ZFU), con uno stanziamento di 50 milioni di euro per l’anno 2021 e 60 milioni per il 2022; l’applicabilità del superbonus al 110% per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione.

A questi sono da aggiungere il nuovo regime per le agevolazioni tariffarie sulle utenze e per il recupero delle bollette sospese, la proroga fino al 2021 dei contratti di lavoro per tutto il personale impegnato negli Uffici Speciali e nei Comuni e l’avvio della loro stabilizzazione ( 150 assunzioni nelle quattro regioni coinvolte). E non ultimo i nuovi e più equilibrati compensi per i professionisti impegnati nella redazione dei progetti.

Da considerare anche con la Legge di Bilancio, il rifinanziamento della ricostruzione pubblica, con uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro, l’introduzione del “Contratto istituzionale di sviluppo” per il sostegno alle attività economiche con una dotazione di 160 milioni di euro.

Sospesi anche fino al 31 dicembre i pagamenti delle rate dei mutui e dei finanziamenti per le attività economiche e produttive e per i soggetti privati prima casa e l’IMU per gli immobili inagibili  Quanto alla sicurezza sul lavoro, sono stati stanziati 19 milioni per mitigare il contagio da Covid-19 nei cantieri del sisma Centro-Italia, ed estesa l’applicazione delle agevolazioni Smart&Start, in favore delle start up.