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Ricostruzione, Legnini firma l’ordinanza “madre”. Semplificazione, deleghe ai comuni e deroghe per i più colpiti

E al Governo: «Completi la dotazione di regole. Chiediamo una norma sull'economia e 200 nuove assunzioni per completare la partita di questi anni»

«La legalità deve costituire la cifra del processo di ricostruzione nell’ottica della semplificazione». A dirlo, nel corso di una video-conferenza stampa, è stato il Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini che ha firmato quattro nuove ordinanze. Dunque trasparenza, temi rapidi e semplificazione della ricostruzione sono le parole d’ordine di Legnini.

ORDINANZA SEMPLIFICAZIONE

Legnini ha definito questa ordinanza, quella che porta il numero 100, la «ordinanza madre». Tempi certi per le pratiche e la concessione del contributo, 70 giorni nei casi più semplici, 130 al massimo in quelli più complessi. E poi ancora definizione puntuale dei compiti di professionisti, comuni, uffici speciali, conferenze di servizio, con la previsione di disposizioni mirate a rafforzare l’effettività degli impegni, quali il dovere d’ufficio di partecipazione alle riunioni, il principio di leale collaborazione tra progettisti, Comuni e Usr, le conseguenze in caso di silenzio inadempimento, l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Commissario. «Gli effetti di questa ordinanza li vedremo questa estate e saranno decisivi i tavoli con i progettisti» ha detto Legnini. Lo Stato torna a fare il suo mestiere, non più ingegnere, ma controllore, ed erogatore: l’attività degli Uffici, finora assorbita in prevalenza dall’istruttoria delle pratiche, sarà concentrata sui controlli preventivi (1 domanda su 5 a estrazione), e successivi al contributo. Si prevede che i controlli riguarderanno almeno un terzo delle pratiche. Le nuove procedure semplificate per la presentazione delle pratiche si applicheranno alla gran parte dei progetti di ricostruzione, cioè a tutti gli interventi di importo fino a 600mila euro per il danno lieve e 2 milioni di euro per il danno grave alle singole unità immobiliari, e 7,5 milioni di euro per gli aggregati volontari o obbligatori.

Il professionista abilitato assume la qualità di esercente di un servizio di pubblica necessità e nella richiesta di contributo attesta la conformità edilizia del progetto attraverso la Scia, la conformità urbanistica e l’importo concedibile. Per questo tipo di interventi viene riconosciuta ai professionisti una maggiorazione dei compensi, che salgono al 12,5% per lavori fino a 500 mila euro, al 10% per quelli fino a 2 milioni, al 7,5% per quelli oltre i 2 milioni, cioè i livelli massimi previsti dalla legge sul sisma. L’Usr verifica la completezza delle certificazioni asseverate dal professionista e la documentazione e di norma procede entro 60 giorni ad adottare la proposta di contributo. Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 90 giorni se le domande sono sottoposte alla verifica preliminare. I termini possono essere sospesi una sola volta e per un massimo di 30 giorni.

L’Ordinanza prevede che non sia richiesta l’autorizzazione, e dunque non sia necessario il passaggio nella Conferenza, per i beni di interesse paesaggistico, e tutti gli interventi già esentati dalla normativa ordinaria.

Il Commissario Giovanni Legnini in videoconferenza

ORDINANZA INAIL

«Utilizzo dei 30 milioni per aiutare i cantieri a ripartire in sicurezza in questa Fase 2» ha detto in Commissario. I fondi, stanziati dall’Inail nel 2017 per gli interventi per la sicurezza dei luoghi di lavoro saranno destinati all’adeguamento alle nuove norme anti Covid-19. «20 milioni sono destinati a coprire fino al 100% delle spese effettuate, fino a un massimo di 10 mila euro, per le dotazioni di sicurezza sanitaria nei cantieri della ricostruzione mentre 10 milioni sono riservati a coprire fino all’80% delle spese fatte da tutte le aziende del cratere per interventi di miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro» ha detto Legnini.

ORDINANZA COMUNI PIÙ COLPITI

È stato definito un primo elenco di comuni “maggiormente colpiti” nei quali la ricostruzione può avvenire attraverso i Piani Straordinari di Ricostruzione, dunque con una serie di deroghe alla normativa urbanistica. I Comuni del primo elenco, stilato dalle Regioni in base a criteri condivisi, come l’incidenza delle abitazioni inagibili, degli sfollati, delle Sae, dei Cas, dell’intensità macrosismica, sono 44. Per le Marche ci sono Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Gagliole, Gualdo, Monte Cavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, San Ginesio, San Severino Marche, Sarnano, Serrapetrona, Tolentino, Valfornace, Visso, Ussita, Amandola, Montefortino, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Force, Montemonaco, Montegallo.

«È previsto un secondo elenco che contempla anche la possibilità di inserire delle porzioni di comuni come frazioni o altro – ha chiarito il Commissario -. Ovviamente non vi è e non vi sarà un doppio cratere in virtù di queste scelte e non ci sarà una differenza di risorse e di diritti ma solo la possibilità di andare in deroga in merito alle previsioni urbanistiche». Entro la fine di giugno il Commissario emanerà le linee guida della ricostruzione nei comuni maggiormente colpiti dal sisma, definendo caratteristiche e contenuti dei piani straordinari di ricostruzione, tenendo conto di alcuni principi.

ORDINANZA DELEGA AI COMUNI

Inoltre viene messo a punto il meccanismo attraverso il quale gli Uffici Speciali per la Ricostruzione potranno delegare ai comuni che ne hanno fatto richiesta, le istruttorie delle pratiche di contributo per la riparazione dei danni agli immobili. «I comuni che l’hanno richiesto sono solo 17, sui 138 del cratere: 5 in Umbria e 12 in Abruzzo» ha detto Legnini.

«Al Governo chiediamo che completi la dotazione normativa a disposizione della ricostruzione su alcuni punti – ha osservato il Commissario -. Intanto sulla ricostruzione pubblica non abbiamo gli stessi strumenti di quella privata. Se vogliamo far sì che parta occorrono norme straordinarie che sono l’applicazione generalizzata della procedura negoziata per interventi inferiori a 5,2 milioni di euro e un potere straordinario in capo al Commissario di poter provvedere, in deroga, alle situazioni più difficili».

Sulla ricostruzione «privata chiediamo norme sulla conformazione urbanistica e poi una norma per l’economia e lo sviluppo di questi territori che vivono tre emergenze: quella della spopolamento, quella del sisma e quella del Covid – ha sottolineato il Commissario -. Vorremmo introdurre una misura stabile per sostenere il turismo, le infrastrutture e i trasporti e far tornare i territorio ad avere strumenti per attrarre i giovani. Infine nuove assunzioni: ne chiediamo altre 200 per chiudere la partita di questi anni e rafforzare la struttura commissariale così come è stata concepita».

«Non si può replicare un modello Genova ma occorre mettere a disposizione dei comuni e dei soggetti attuatori la procedura più semplificata e consentire al commissario di avere un limitato potere in deroga, limitato alle situazioni che servono» ha concluso Legnini.

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