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Ascoli Piceno

Contrastare la povertà educativa e recuperare l’identità del territorio: nel Piceno il progetto MIA

A Castel di Lama presso la Caooperativa Ama Aquilone l'incontro conclusivo del progetto "MIA-Memoria Identità Ambiente", promosso da 14 partner nell'area del sisma

I coordinatori del progetto Mia

ASCOLI – Contrastare la povertà educativa dei minori nei territori del Piceno colpiti dal sisma del 2016. E allo stesso tempo mantenere la memoria dei paesi con la loro rete di relazioni e legami, con la capacità di reinventarne l’identità. Questo lo scopo del progetto “MIA-Memoria Identità Ambiente” coordinato dalla Cooperativa Sociale Ama Aquilone Onlus con la partecipazione di 14 partner, diretto ai ragazzi della primaria e secondaria di 5 istituti scolastici partner del programma.

Selezionato dall’impresa sociale Con I Bambini, MIA volge al termine della prima edizione. L’incontro di chiusura intitolato «Re-Inventare l’identità», si è tenuto a Casa Ama a Castel di Lama, sede della Cooperativa Ama Aquilone.

Progetto MIA: le relazioni

 Nel corso dell’incontro c’è stata la presentazione delle esperienze e dei progetti futuri dei partner ma anche la proiezione del documentario “Frammenti di MIA a cura di Alessandro Marinelli e Simona Messina. Poi l’intervento a cura dell’Università di Pisa con il professore Gabriele Tomei e la dottoressa Francesca Pia Scardigno dal titolo “Il valore sociale di MIA”.  Infine, lo spettacolo teatrale Io sono figlio della MIA storia” a cura di APS Vivo è stato poi un momento tra i più toccanti ed emozionanti dell’intera giornata.

La mattinata si era aperta con i saluti istituzionali del presidente della Cooperativa Ama Aquilone, Francesco Cicchi, dei sindaci dei sei comuni del progetto MIA, della regione Marche con Anna Casini e di Marco Rossi-Doria, presidente di Con i Bambini. «Il progetto rappresenta per i bambini e i ragazzi che vi hanno partecipato – spiega Marco Rossi-Doria – un insieme di esperienze educative importanti, spesso molto innovative, di esplorazione del loro territorio e di maggiore unione fra l’attività educativa cosiddetta ordinaria dentro la scuola e quella fuori di essa. Un elemento di identità e di coinvolgimento, un modo di apprendere e stare insieme completamente diverso da quello normale, ma che si integra bene con quello ordinario. Tutto questo – prosegue Rossi-Doria – in un momento delicato, il lungo periodo dopo il terremoto del 2016 successivo all’emergenza. Il progetto ha dato a persone anche molto diverse per esperienza lavorativa, un’opportunità e un’occasione di lavorare insieme, di imparare a conoscersi per cooperare: questo rimane in un territorio come valore e moltiplica per cento le risorse educative».

Laboratori di coprogettazione con i ragazzi

Un laboratorio di co-progettazione i cui esiti sono stati presentati all’evento di Castel di Lama e che mette in luce le potenzialità e la visione futura per proseguire il progetto in altre edizioni. Durante il MIA summer campus – Generazione di Idee, con la Bottega del Terzo Settore e APS Vivo, i ragazzi dai 14 ai 17 anni hanno acquisito competenze per sviluppare idee per il rilancio del territorio. È stato chiesto loro di immaginare una seconda edizione legata ai temi della memoria, dell’Identità e dell’ambiente, riadattandola alle istanze che il presente periodo di crisi sanitaria presenta.

La rete di relazioni intessuta grazie al progetto MIA fra scuole, Comuni e partner è stata organizzata attraverso attività pedagogiche innovative, alla riscoperta delle caratteristiche morfologiche, storiche, artistiche, culturali e folkloristiche del territorio di origine dei ragazzi. Per “ricostruire” – dopo il sisma del 2016 – il senso di identità e di appartenenza alla propria comunità e “rimuovere” ostacoli di natura economica, sociale e culturale causati dal terremoto.