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Ascoli Piceno

Porto d’Ascoli, incendio all’Italservizi circoscritto ma non domato: capannone a rischio crollo

La Procura di Ascoli ha avviato una indagine per scoprire le cause del devastante rogo divampato nella notte. In visione i filmati delle telecamere interne allo stabilimento

L'incendio all'Italservizi di Porto d'Ascoli

ASCOLI- Due squadre dei vigili del fuoco di Ascoli e San Benedetto ancora al lavoro sul sito dell’Italservizi di Porto d’Ascoli, azienda colpita da un vasto incendio la notte scorsa per cause ancora da stabilire. I pompieri hanno circoscritto il rogo ma nel capannone danneggiato dal rogo vi sono ancora focolai a causa dell’ingente quantitativo di rifiuti presenti nei locali. «Esiste il rischio che la struttura possa crollare – spiega Massimo Fazzini, portavoce dei vigili del fuoco piceni – e occorre svolgere un lavoro minuzioso e attento per spegnere le fiamme ancora rimaste e raffreddare tutto l’impianto».

Rifiuti ammassati per 15 metri di altezza

Nel complesso il capannone investito dall’incendio è ampio 2 mila metri quadri e stocca materiali e rifiuti per un altezza di 15 metri. La situazione non è più critica come questa notte, ma l’impegno degli operatori per salvare l’impianto può essere ancora lungo. Anche i responsabili dell’azienda stanno collaborando nelle operazioni di spegnimento. I danni causati dal rogo sono molto rilevanti, anche se ancora da quantificare. Non vi sono stati feriti ne al momento in cui si sono sprigionate le prime scintille e quindi le fiamme che invaso il capannone, ne nelle ore successive.

Foto dei vigili del fuoco

Indagini della Procura sui filmati

Per scoprire le cause del devastante rogo divampato nella notte in via Val Tiberina, tra San Benedetto e Monteprandone sta già lavorando la Procura di Ascoli. Le telecamere interne allo stabilimento avrebbero ripreso molte fasi del fatto, e gli esperti quindi stanno esaminando i filmati. È presto al momento per dire se le origine dell’incendio siano dolose.

Quando i vigili del fuoco sono giunti sul posto intorno alla mezzanotte le fiamme erano già alte. «Non possiamo escludere nulla – dice Fazzini – ma non ci sono prove per ora che vi sia il dolo in questa vicenda. Sara comunque la magistratura a verificare gli elementi emersi e stabilire se via siano delle responsabilità».