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Ascoli Piceno

Code e disagi per le vaccinazioni: il Piceno alla ricerca di nuovi hub

Disagi crescenti nell'Ascolano per la nuova corsa alle vaccinazioni. Scuole con un numero record di classi in quarantena a causa di alcuni positivi. Ecco la situazione

Code alla Casa della gioventù di Ascoli

ASCOLI- Disagi crescenti nell’Ascolano per la nuova corsa alle vaccinazioni. Scuole con un numero record di classi in quarantena a causa di alcuni positivi. Questa è la situazione ad Ascoli e nella provicia, dove alla Casa della Gioventù di Ascoli ogni giorno si formano code di cittadini che attendono fuori, al freddo, il loro turno per vaccinarsi. L’Area Vasta 5 sta lavorando a trovare altre soluzioni per rispondere al nuovo boom di richieste.

Le alternative allo studio

Le ipotesi sul tappeto sono diverse. Tra queste l’utilizzo di capannoni industriali dismessi a Campolungo, anche se si intravedono complicazioni da un punto di vista logistico, sopratutto per le persone anziane. Altra possibilità quella del coinvolgimento nelle operazioni della Caserma Clementi dell’Esercito: qui, spazi idonei a parte, sembra il problema potrebbe essere la mancanza di medici da impiegare allo scopo.

A San Benedetto il Centro agroalimentare non basta

Situazione simile a San Benedetto, dove da ottobre è in corso la vaccinazione al Centro agroalimentare di Porto d’Ascoli. Anche qui i locali sembrano poco idonei ad accogliere la crescente domanda da parte della popolazione, rendendo necessaria l’individuazione di altri hub da utilizzare per il programma, quantomeno per distribuire i cittadini in più poli sanitari. Le autorità sanitarie stanno studiando ipotesi alternative sia a Porto d’Ascoli e in altre zone della costa, fino a Grottammare.

Centinaia di studenti in Dad

Sul fronte scolastico, le nuove norme restrittive hanno reso più complessa la gestione delle attività da parte dei dirigenti degli istituti. L’aumento del numero dei positivi tra i giovani ha portato alla quarantena di decine di classi di scuole di ogni ordine e grado, costringendo di fatto centinaia di studenti a tornare alla didattica a distanza sebbene per un periodo limitato.