Ascoli Piceno-Fermo

Montefortino, lasciano il posto fisso per filare la lana di cane: «Asaki ci ha cambiato la vita»

La storia di Alessandro e Giulia: «Ci siamo trasferiti sui Monti Sibillini, abbiamo un Museo, una fattoria didattica e siamo felici. Tutto è iniziato grazie a una foto virale di un cappellino e di una sciarpa»

Alessandro e Giulia (foto per loro gentile concessione)

FERMO – Lasciano il posto fisso per fare la lana con i peli di cane. È questa l’incredibile impresa di Giulia Alberti e Alessandro Vittori: lei con un lavoro stabile nel settore della finanza e lui, invece, assistente all’autonomia nel mondo della scuola.

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La decisione di cambiare vita arriva grazie al loro amatissimo Akita Inu, Asaki: filano il pelo quasi per gioco, pubblicano una foto sui social e vengono letteralmente subissati di chiamate. «Tutto è nato nel 2011 – spiega Alberti – Io e Alessandro venivamo da altri settori, ma il nostro cane ha improvvisamente fatto una muta incredibile. L’abbiamo adottato prendendolo al canile di Macerata, dove – spiega lei – era chiuso da due anni in un box».

«Terminata la muta – prosegue – ho raccolto il pelo nei sacchi della spazzatura ma non sono riuscita a buttarli. Sentivo che dovevo farci qualcosa. Poi, parlando con mio marito che in passato aveva lavorato sulle Dolomiti come musher, è emerso che gli Inuit anticamente filavano il pelo dei cani da slitta, per tradizione e necessità».

Loro oggi lo fanno «per amore», confessa Giulia. È stata una riscoperta di tradizioni anche familiari. È stato grazie ai ricordi dii Alessandro che la coppia ha iniziato ad usare il fuso, a mano, proprio come faceva la nonna del ragazzo. «Abbiamo comprato degli attrezzi e abbiamo iniziato a filare il pelo del nostro cane. Insistendo, ne è uscito un filo. Volevamo a tutti i costi conservare un ricordo di Asaki, che all’epoca aveva otto anni. Abbiamo fatto un cappellino e una sciarpa e abbiamo pubblicato le foto online». Non l’avessero mai fatto.

Giulia Alberti con l’adorato Asaki (foto per sua gentile concessione)

In un baleno, arrivano centinaia di like e commenti, l’immagine diventa virale. «Ricevevo telefonate da tutta Italia di gente curiosa che ci chiedeva di fare altrettanto con i propri animali. Così, abbiamo capito che avremmo potuto strutturarci». La coppia ha registrato il marchio e ha aperto un’azienda agricola, Lana di Cane. 

«Per dieci anni, abbiamo filato a mano con due filarini di inizio Ottocento: dal  2011 al 2021, lavoravamo in una stanza di casa, con i soli attrezzi dell’epoca. Il procedimento è uguale a quello di lavorazione della lana di pecora, ma con qualche differenza. Dopo dieci anni – ribadisce – abbiamo capito che o ci strutturavamo o ci saremmo dovuti fermare. Anche perché avevamo 15-16 mesi di attesa per il lavoro finito. Commercialmente, la faccenda era diventata ingestibile. E allora abbiamo deciso di trasferirci e di cambiare vita».

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Da Fermo, Giulia e Alessandro decidono di andare a vivere sui Monti Sibillini, nell’entroterra della regione, «unendo – dicono loro – una scelta di vita a una scelta lavorativa: «Ora, risiediamo a Montefortino, un posto magnifico interessato, purtroppo, dal terremoto del 2016. Siamo felici, viviamo con i nostri figli e in azienda abbiamo gli attrezzi nuovi. Quelli vecchi, invece, sono diventati parte di un museo – il Piccolo Museo della Lana di Montefortino – che si può visitare su appuntamento».

«Questo – concludono – è un mestiere con cui si campa in modo dignitoso. Certo, non ci diventi ricco ma questo non è il nostro auspicio principale. Facciamo tante cose. Oltre alla lana di cane e al museo, abbiamo pure una fattoria didattica, riceviamo le scuole, organizziamo corsi, insegniamo a filare a mano e  via dicendo».

La lana di cane (foto per gentile concessione dell’azienda)

Prevalentemente, Alberti e Vittori si occupano della trasformazione dalla fibra al filo: «Siamo gli unici in Italia a lavorare in questo modo – dicono – E abbiamo persino una collaborazione con delle persone che realizzano indumenti con i peli di cani e gatti».

Però, attenzione, perché non tutte le razze sono filabili: «In questi anni ci siamo trovati a filare pelo delle razze più svariate, facciamo fatica a fare un elenco esaustivo delle razze filabili. Però, riusciamo a filare sottopelo di animali che abbiano una lunghezza di almeno 2 cm. Le razze che abbiamo già filato sono l’Alaskan Malamute, l’Akita Inu, il Border Collie, il Bovaro delle Fiandre, il Cane Lupo Cecoslovacco, il Cane da Orso della Carelia, il Golden Retriever».

«Ok anche l’Hovawart, il Labrador, il Maltese, il Mastino dei Pirenei, Pastore Maremmano Abruzzese, il Pastore del Caucaso, il Pastore dei Pirenei, quello tedesco, il Samoiedo, lo Shiba Inu, il Siberian Husky, il Setter Inglese, il Terranova, il Tibetan Terrier, il Volpino Italiano, il Wolfspitz e vari meticci». Per effettuare un ordine, consultare il sito Lana di Cane e seguire le indicazioni di spedizione.

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