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Ascoli Piceno

Marche, incontro regionale di Confartigianato Pulitintolavanderie: «Diffidate dei prezzi bassi e ricercate pulizia e igiene»

Al centro del confronto l'emergenza Coronavirus e l'importanza delle imprese del settore, considerate strategiche in questo momento in cui c'è bisogno di un'igiene più accurata e di un'efficace sanificazione

Macchinari da lavanderia

Si è tenuta ieri pomeriggio la video conferenza regionale di Confartigianato Pulitintolavanderie per parlare dell’emergenza legata al Covid-19 e dell’importanza delle imprese del settore considerate strategiche in questo momento. Nei vari decreti ministeriali, infatti, le attività in questione sono sempre rimaste aperte e autorizzare a operare. Un incontro che è stato necessario per sottolineare ancora una volta la professionalità degli operatori nella manutenzione e nella pulizia dei capi di abbigliamento.

Beatrice Stefoni, presidente di Confartigianato Lavanderie di Macerata-Ascoli Piceno-Fermo

«In questi giorni di cambio di stagione, quando normalmente l’affluenza era davvero tanta, abbiamo notato un calo che è sì da registrarsi nel fatto che le persone sono invitate a rimanere a casa ma è da ricercarsi anche nel proliferare delle lavanderie fai da te – ha spiegato Beatrice Stefoni, presidente di Confartigianato Lavanderie di Macerata-Ascoli Piceno-Fermo e titolare della lavanderia Jolly di Porto Potenza Picena -. In un momento come questo sicuramente c’è bisogno di un’igiene più accurata e le lavanderie artigianali e tradizionali propongono un’offerta certamente diversa da quelle self-service o fai da te. In primis perché si utilizzano prodotti costosi e professionali che sono specifici per le varie esigenze sia che si tratti di lavare un capo da 10 euro o uno da 5 mila euro. Nella nostra attività in particolare poi, come in molte altre lavanderie professionali, già da cinque anni abbiamo un macchinario di sanificazione all’ozono che passiamo sui capi sia prima del lavaggio sia dopo e questo permette una pulizia costante. Tutti i macchinari, inoltre, come avviene anche normalmente, vengono sempre igienizzati dopo un lavaggio e proprio il costo diverso e più elevato è dovuto a determinate attenzioni all’igiene e alla pulizia che seguiamo da sempre. Lo stesso bancone viene igienizzato quando un cliente lascia la nostra lavanderia».

«Dunque l’invito è quello di diffidare di chi propone un prezzo basso assicurando la qualità perché molto spesso, determinati lavaggi, avvengono solo con l’acqua e senza l’utilizzo di prodotti specifici e professionali che trovate, al contrario, nelle lavanderie tradizionali» ha concluso Stefoni.

Gli stessi test microbiologici dimostrano come tutti i principali metodi di lavaggio abbiano una elevata efficacia di abbattimento per i più diffusi ceppi microbici. Vengono infatti utilizzati detergenti e macchinari che hanno caratteristiche decisamente superiori a quelle normali di casa, a cui si sommano la professionalità e l’esperienza delle imprese. Inoltre, nelle attività di tintolavanderia vengono rispettate le indicazioni ministeriali finalizzate a contenere al massimo il rischio legato al Covid-19 come l’uso di guanti e mascherina, il distanziamento sociale di almeno un metro dal cliente al banco, la sanificazione quotidiana degli ambienti, delle attrezzature e degli arredi, l’accesso scaglionato dei clienti, la messa a disposizione di prodotti per igienizzare le mani.

All’incontro, dal titolo “Le lavanderie tradizionali sono importanti nella lotta al coronavirus”, rivolto alle circa 500 tintolavanderie della regione Mache e agli oltre 1.300 addetti, tutti impegnati nel progetto di Confartigianato per la “sanificazione” degli indumenti, hanno partecipato il presidente nazionale di Confartigianato Pulitintolavanderie Carlo Zanin, il segretario nazionale Guido Radoani, il segretario di Confartigianato Veneto Andrea Saviane, il presidente regionale Marche Katia Sdrubolini, la presidente di Confartigianato Lavanderie di Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Beatrice Stefoni, la responsabile SINCA sicurezza nei luoghi di lavoro Martina Focanti e il responsabile sindacale Ancona-Pesaro Urbino Gilberto Gasparoni.