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Ascoli Piceno

Inquinamento del Tesino e norme covid: tre aziende sospese a Grottammare

Gli sversamenti inquinanti che hanno causato la moria di pesci, risalivano ad ottobre scorso. Due cinesi titolari di laboratori per la produzione di jeans denunciati dai carabinieri

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Ascoli .- Due imprenditori denunciati, tre aziende con attività sospesa e 26 multe elevate. È il pesante bilancio di un’operazione dei carabinieri svolta lungo la Valtesino, in territorio di Grottammare, a nord di San Benedetto. Tutto è partito dallo sversamento anomalo di sostanze inquinanti nel torrente Tesino che è probabilmente all’origine di un’inspiegabile moria di pesci che si è prodotta nell’ottobre scorso, vicino alla foce del corso d’acqua.

L’episodio, con le successive analisi dei materiali rinvenuti- tra cui sarebbe stata riscontrata la presenza di cianuro, anche se l’Arma non conferma – ha fatto scattare le indagini per risalire ai responsabili. La quantità rilevante delle sostanze rilasciate nelle acque del Tesino, e non lontano dall’abitato costiero grottammarese, aveva già fatto ipotizzare agli investigatori che non si trattasse di piccole azioni illegali di privati , residenti nella zona.

E in effetti, dopo i controlli svolti nelle ultime settimane, si è arrivati alla denuncia di due cinesi, titolari di laboratori per la produzione di jeans situati ad un km dalla costa. L’accusa nei loro confronti è di aver violato le normative ambientali in materia di prodotti pericolosi e inquinanti. Ma le verifiche, condotte in collaborazione con funzionari dell’Ispettorato del Lavoro di Ascoli, sono state attuate anche in un’altra azienda dell’area, gestita invece da un italiano.

E i carabinieri hanno scoperto che tutte le imprese in questione risultavano irregolari, da un punto di vista del rispetto della legislazione anticovid. Così le tre attività produttive sono state sospese, e contemporaneamente sono state elevate 26 multe a carico dei responsabili e dei dipendenti che vi lavoravano.

C’è da sperare che ulteriori comportamenti delittuosi vengano evitati nel prossimo futuro, sia dal punto di vista delle normative sanitarie vigenti che soprattutto da quello ambientale, che ha provocato sdegno e allarme nella popolazione locale oltre che nell’Amministrazione comunale di Grottammare.