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Ascoli Piceno

Cupra Marittima, i libri bloccati a scuola sono tornati ai piccoli alunni

Dopo la protesta sollevata da Michele Silla, coordinatore locale della Lega e padre di uno degli alunni, la vicenda della primaria si è conclusa

ASCOLI – I libri ed i quaderni degli alunni della scuola primaria di Cupra Marittima sono stati riconsegnati alle famiglie. Si è chiusa quindi la vicenda che aveva portato ad un duro scontro tra una parte dei genitori e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo del paese, Gaia Gentili.

Il materiale, dopo la chiusura della scuola era rimasto bloccato all’interno delle aule, causando ulteriori difficoltà ai bambini costretti a studiare a casa con la didattica a distanza, non senza disagi per loro e familiari e parenti. Per una decina di giorni tutto era rimasto fermo nella scuola di via Adriatica, dove si svolgevano – prima dei casi di covid e della sospensione governativa – lezioni della Materna, Primaria e Secondaria inferiore.

A far partire la protesta contro la dirigente, trincerata dietro una circolare interna che impediva l’accesso dopo la chiusura del plesso, era stato Michele Silla, coordinatore comunale della Lega e padre di uno degli alunni frequentanti la scuola.

Fattosi portavoce di altri genitori senza libri per i loro figli, Silla sollecitava la dirigente, i rappresentanti di classe, i docenti, il Comune per sbloccare la situazione, usando solo un pò di buon senso. Chiedendo il ritiro del materiale da parte di una sola persona, in un giorno prestabilito. Ma per una settimana nulla si è mosso. Fino a quando la vicenda, paradossale per certi versi è diventata di dominio pubblico, e qualcosa è iniziato a cambiare.

Dall’inizio di questa settimana, i bambini sono potuti tornare in possesso del loro materiale, prezioso tanto più nelle condizioni attuali. Una docente incaricata ha prelevato quaderni e testi dalla scuola, e poi un rappresentante di classe li ha consegnati ai genitori degli alunni, evitando contatti diretti. «Siamo contenti che la questione si sia risolta – dice Michele Silla – anche se la polemica poteva essere evitata usando un po’ di elasticità e disponibilità al dialogo».