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Ascoli Piceno

Covid, nel Piceno mai partiti i nuovi centri vaccinali promessi

Oltre a quelli di Ascoli e San Benedetto, per velocizzare la campagna dovevano essere aperti altri 8 punti in molti comuni. Ma tutto è fermo, e rimesso alla buona volontà dei medici di base

ASCOLI – Campagna vaccinale sempre a rilento nell’Ascolano. Gli otto centri di somministrazione localizzati in altrettanti paesi della vallata del Tronto e dell’area montana, promessi dall’Area Vasta 5 dell’Asur, non sono mai partiti. E tutto è rimesso alla buona volontà dei medici di base del territorio, che fanno quello che possono dovendo seguire anche centinaia di pazienti in ambulatorio, affetti da altre patologie o problemi.

Nonostante diversi sindaci avessero dato la disponibilità di strutture sportive o sanitarie di ampie dimensioni, nessun punto nuovo per vaccinare anziani e residenti è di fatto ancora stato attivato.

E il programma continua a svilupparsi solo nei due luoghi già attrezzati da tempo per lo scopo, cioè il Palaspeca a San Benedetto e il Palazzetto dello sport di Monticelli ad Ascoli. Con numeri e risultati che non si discostano molto dalla media ridotta delle vaccinazioni dei mesi scorsi. Come si farà con questi ritmi a centrare gli obiettivi previsti di vaccinazione di massa ?

Nessuno lo sa. «Il nostro poliambulatorio è pronto per le necessità richieste – spiega il sindaco di Comunanza, Alvaro Cesaroni (Pd) – ma nonostante la presenza di due infermieri specializzati, nessun medico è stato assegnato dal Servizio sanitario per velocizzare le procedure di somministrazione del prodotto. Alcuni professionisti del paese si sono appoggiati alla struttura per praticare l’inoculazione, ma si tratta di interventi sporadici e singoli. Speriamo che si muovano» conclude Cesaroni.

E Comunanza non è solo un centro importante dell’area montana dei Sibillini, con una zona industriale tra le più attive della provincia ma anche un luogo che doveva fare da punto di riferimento per gli anziani e i residenti più fragili di tutti i paesi del territorio vicino, lontani sia da Ascoli che da Fermo. Ma nonostante le polemiche politiche e istituzionali delle settimane precedenti, non è successo nulla. E gli annunci sono rimasti tali.

Anche a Acquasanta Terme, 15 km ad ovest di Ascoli, sulla Salaria, la situazione è analoga : «Abbiamo messo a disposizione la tensostruttura del Parco Rio – ricorda il vicesindaco Luigi Capriotti (Fdi) – ma è ancora tutto fermo. I medici del paese su loro iniziativa vanno a vaccinare i loro pazienti direttamente a domicilio, in base alle richieste avanzate e ai loro impegni. Niente altro.»

Poi c’è la popolosa vallata del Tronto, a ovest del capoluogo. Dovevano essere attivati centri di vaccinazione per tutta la popolazione interessata, a Castel di Lama, Monteprandone, Offida ma tutto resta nell’incertezza. Oltre che nell’attesa che qualcosa venga comunicato dall’Area Vasta 5, e non si lasci tutto nelle possibilità del singolo professionista locale.

«Oltre alla sede comunale del distretto sanitario – dicono dal Comune di Monteprandone, 13 mila abitanti – il sindaco Loggi aveva indicato anche il Bocciodromo locale per svolgere l’importante servizio. Ma per il momento nessun programma di vasta portata è partito. »

Di questo passo la vaccinazione di massa resta un miraggio. O comunque un obiettivo che verrà realizzato in tempi lunghi, non come annunciato dalle autorità. Sperando sempre che non vengano di nuovo tagliate le somministrazioni di alcuni prodotti, come è il caso di AstraZeneca ( di nuovo al centro dell’attenzione da parte dell’Aifa a livello nazionale). E intanto l’emergenza continua.