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Ascoli Piceno

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Covid, Comunanza in semi-lockdown: chiuse scuole, parchi, impianti sportivi e mercati

Drastica misura di contenimento del virus decisa dal sindaco Alvaro Cesaroni, valida dal 4 al 14 marzo. Nel paese, sede di un importante zona industriale 42 contagi e 100 persone in quarantena

Ascoli.- I positivi crescono anche nell’Ascolano, e alcuni sindaci cominciano a prendere misure più severe. È il caso di Alvaro Cesaroni, primo cittadino di Comunanza, paese di 5 mila abitanti della zona montana dei Sibillini, che è però anche un importante centro industriale con la presenza di grandi stabilimenti come quello di Tod’s e Whirlpool.

Qui il sindaco ha deciso di chiudere da oggi fino al 14 marzo tutte le scuole del territorio comunale, ma anche i parchi pubblici, gli impianti sportivi e il mercato settimanale (ad eccezione di alcuni prodotti) . Quasi un lockdown cittadino che certo non farà piacere a molti residenti della zona, e soprattutto a famiglie e ragazzi che vivono nel centro del paese.

La motivazione del drastico provvedimento è legata a quelli che Cesaroni, industriale e titolare della Sigma spa ritiene «dati allarmanti he ci pongono abbondantemente al di sopra di ogni parametro di sicurezza nel rapporto positivi/abitanti».
Quali sono questi dati che praticamente anticipano la zona rossa nel Piceno? I contagi sono 42, altri 5 sarebbero “in corso di ufficializzazione” e i cittadini in quarantena quasi 100.
Su facebook il sindaco Cesaroni non manca di fare una raccomandazione ai suoi concittadini: «Restare a casa il più possibile in modo da evitare contatti e di osservare le direttive sanitarie (mascherine, distanziamento, igiene delle mani)».

Il sindaco Alvaro Cesaroni

E poi aggiunge: «Ricordiamo l’assoluto divieto di assembramento in luoghi pubblici e privati. Con un po’ di diligenza aggiuntiva collettiva, confidiamo di superare questa ondata senza registrare ulteriore incremento dei contagi. Dai nostri comportamenti dipende la nostra e l’altrui salute, la nostra responsabilità può evitare tanta sofferenza».

Insomma, non dobbiamo aspettare che Roma o Ancona ci dichiarino in stato di emergenza sanitaria, facciamo da soli. Tutti a casa e tutto per garantire il diritto alla salute, naturalmente.

Da ricordare che prima di Cesaroni, era stato il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti (Forza Italia) ad emanare l’ordinanza per la sospensione temporanea di alcune scuole cittadine. Tre istituti chiusi in due giorni, con la speranza di evitare il diffondersi del contagio. E prima ancora sospensione delle manifestazioni sportive su suolo pubblico, decisa dopo le polemiche per l’autorizzazione negata agli organizzatori della Maratonina dei Magi – domenica scorsa – due giorni prima che la corsa si tenesse.

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E da stare certi che, se il trend è quello recente, anche altri amministratori della provincia adotteranno, appena necessario la linea dura. Come se fossimo ancora al marzo 2020. Nel frattempo i vaccini arrivano con il contagocce e la somministrazione di massa è rimandata, anche perché medici di famiglia e Regione Marche non hanno ancora trovato un accordo.

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